"Vogliamo mandare un messaggio: che non abbiamo dimenticato Michael Schumacher come lui non si dimenticò dei bambini di Sarajevo. Vogliamo supportarlo nel suo recupero, venne a Sarajevo a farci visita e sostenere i bambini che avevano bisogno di cure", la Bosnia non ha dimenticato il sette volte campione del mondo di Formula 1 e intende omaggiarlo intitolandogli una delle strade principali della Capitale bosniaca. E soprattutto non lo hanno dimenticato quei bambini di Sarajevo che il Kaiser andò più volte a trovare tra il 1996 e il 1997 al termine della guerra dei Balcani che ha dilaniato il Paese dell'ex Jugoslavia e di cui si è preso cura.

Al termine della stagione 1996, la sua prima con la Ferrari in F1 dopo i due titoli vinti con la Benetton, Michael Schumacher si recò in visita, portando in dono dei regali di natale, da alcuni bambini a Sarajevo, gli stessi che poi tornò a trovare anche l'anno successivo. E, nel frattempo, l'ex pilota tedesco si impegnò in prima persona sostenendo l'apertura di una clinica per curare i bambini nella città dilaniata dai bombardamenti oltre a numerose cospicue donazioni in denaro fatte per finanziare progetti di rinascita per la capitale bosniaca.

E oggi, dopo oltre 20 anni di distanza, proprio quei bambini di Sarajevo diventati adulti, hanno voluto dimostrare la propria vicinanza a Michael Schumacher che, a causa di quel maledetto incidente sugli sci del dicembre 2013, è costretto a vivere sotto costante controllo dei medici. Sono loro infatti, supportati dal municipio di Novi Grad, ad aver avanzato la proposta di intitolare la strada principale che conduce all'aeroporto di Sarajevo al sette volte campione del mondo. Quei bambini non hanno dimenticato il cuore di Schumi, come il Kaiser non si dimenticò di loro 25 anni fa.