Valentino Rossi sta attraversando un brutto periodo, a livello sportivo. Non gli era mai capitato di ritirarsi tre volte consecutivamente. Tre errori, tre cadute e tre ritiri. L'ultima gara è stata da dimenticare perché il ‘Dottore' è uscito alla prima curva, è scivolato, è caduto da solo, ha perso la sua moto e non è riuscito a farla ripartire. Grandi delusione queste per Valentino che non dispone di una moto stellare, ma che in un campionato così lottato – sette piloti diversi sono riusciti a vincere in nove gare – aveva la possibilità di sognare in grande. Anche con tre buoni piazzamenti sarebbe stato ancora in lotta. Queste tre cadute hanno provocato una pioggia di critiche. Papà Graziano ha preso le parti del figlio e ha detto una cosa importante, sostenendo che Valentino corre sempre a viso aperto:

Valentino va in pista per raggiungere gli obiettivi di sempre, puntando in alto, al massimo risultato possibile: non corre in difesa, da comprimario. Se la moto lo asseconda non mancherà di rendere dura la vita in pista ai suoi avversari e far divertire i suoi fan. A Misano 1 il podio era suo, a Montmelò poteva vincere e ad Aragon può fare il risultato, così come nei successivi round finali.

Il legame dei Rossi con Le Mans

Parlando con la ‘Gazzetta dello Sport' papà Rossi ha ricordato di quando perse una vittoria che lui aveva quasi conquistato nel 1979, cadde sul più bello e mancò la vittoria. Più o meno la stessa cosa è capitata al figlio, che però era molto più indietro in classifica: "Evidentemente quella pista di grande blasone non porta bene ai Rossi. Allora io non avevo alternativa, dovevo vincere quell’ultima corsa della stagione per conquistare almeno il secondo posto iridato chiudendo alla grande dopo le prime quattro gare disastrose causate da problemi tecnici. La moto fece le bizze alla partenza e fui costretto a un inseguimento bestiale portandomi sul duo di testa Ballington e Hansford. I sogni finirono sul ghiaione ma ricordo ancora la folla entusiasta che mi incitava e applaudiva portandomi alla fine in trionfo come avessi vinto io".

Deve migliorare nelle Qualifiche

Graziano, che è sempre stato molto vicino al figlio in tutti questi anni di carriera, dichiara che il figlio è ancora molto veloce, ed è competitivo a grandi livelli, ma sicuramente deve migliorare nelle Qualifiche. Perché chiaramente scattare sempre dalle retrovie può essere molto rischioso, come si è visto in Francia: "Vale è positivo, è veloce, è competitivo”. Taglia corto il Grazia. “Non c’è che da sperare che la sfortuna lo abbandoni consentendogli di fare la sua corsa. Vediamo domenica prossima. Se il vento della sfortuna cessa, il risultato c’è di sicuro. Deve gestire meglio prove e qualifiche: non solo per guadagnare la prima o la seconda fila e fare una buona partenza evitando i rischi iniziali degli ingorghi ma per centrare l’assetto, indispensabile se vuoi girare forte dall’inizio alla fine, non rimanendo con la gomma finita o peggio, finire a terra".