Ci sono ancora diverse pezzi del puzzle da mettere a posto ma sembra davvero che il progetto Superlega sia già un lontano ricordo o comunque un'idea poco praticabile in questo momento. Dopo il documento pubblicato dalla UEFA e dall'ECA nei giorni scorsi, che vedeva il ritorno di 9 delle 12 squadre fondatrici del nuovo progetto all'interno delle due associazioni europee dopo la fuga collettiva nelle ore che avevano seguito all'annuncio, ecco che arrivano le parole di Giuseppe Marotta a mettere una pietra tombale sulla Super League. Il dirigente dell'Inter dopo la riunione tenutasi a Milano tra i 20 club di Serie A per tentare una riconciliazione ha dichiarato: "Abbiamo affrontato tematiche varie in un clima di grande cordialità. Abbiamo fatto un'analisi del calcio italiano in relazione a quello europeo, la conclusione è estremamente positiva e conciliativa in merito agli aspetti che avevano generato questo impasse".

Il dirigente nerazzurro ha fatto capire che all'interno del gruppo dei club del massimo campionato italiano si stanno cercando soluzioni per un modello di calcio più sostenibile: "Il discorso Superlega è stato archiviato. Tutti i partecipanti hanno espresso la volontà di mettersi a disposizione per trovare un modello di sostenibilità. La Juventus? Gli aspetti giuridici non competono sicuramente a me. Ripeto, il tema Superlega è stato superato in un clima di grande cordialità".

Nonostante le parole concilianti di Marotta, sono arrivate quelle durissime del presidente del Torino, Urbano Cairo, che già aveva utilizzato toni piuttosto forti nelle riunione subito dopo l'annuncio della nascita della Superlega e oggi si è scagliato ancora una volta contro la Juventus e Andrea Agnelli perché fa ancora parte del gruppo di tre club (insieme a Real Madrid e Barcellona) che ancora non hanno lasciato il nuovo progetto calcistico: "Juve non ha fatto un passo indietro sulla Superlega, l'Inter lo ha fatto. Decideranno Uefa e Figc le regole per partecipare a campionati e coppe. Si è parlato anche di fondi, si tratta di riprendere in mano le cose in modo giusto, con la maggioranza dei 14". 

Nelle scorse ore era stato chiaro anche il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, in merito alla posizione del club bianconero e ha affermato che "se la società non dovesse accettare il principio, mi dispiace, sarebbe fuori". Parole durissime anche da parte del numero uno della federazione nei confronti del club di Agnelli, l'ultimo degli italiani a resistere nella società fondatrice della Super League.