Un'altra perizia, forse quella decisiva, per stabilire le cause della morte di Davide Astori, il capitano della Fiorentina trovato senza vita nella camera d'albergo di Udine dove la squadra era in ritiro prima della gara di campionato. È successo a marzo del 2018 e sembra ieri, il ricordo di quella giornata tremenda è impossibile da dimenticare e torna in auge oggi che il Tribunale di Firenze ha disposto l'ennesimo esame (il quarto) da allegare agli atti del processo in corso. Lo ha deciso il giudice per l'udienza preliminare Angelo Antonio Pezzuti. Scelti anche i professionisti che si occuperanno di redigere il nuovo referto, si tratta di un medico legale e di un cardiologo entrambi di Torino.

Il professor Galanti unico imputato per omicidio colposo

Con la nuova perizia si allungano i tempi del procedimento e servirà attendere ancora diversi mesi prima di mettere la parola fine al filone giudiziario, prima che si arrivi alla sentenza sulle responsabilità del decesso. La scelta da parte del gup è arrivata dopo le consulenze di parte presentate sia dalla Procura, sia dalla difesa del professor Giorgio Galanti (unico imputato per omicidio colposo, ha chiesto il rito abbreviato), sia dai familiari dell'ex capitano della Viola, costituitisi parte civili.

A ottobre l'udienza per la discussione della perizia

Qual è la tempistica? I periti avranno 90 giorni per raccogliere i rilievi, formulare la loro versione e presentare le conclusioni nel fascicolo che arriverà sul tavolo del gup. L'udienza per la discussione della perizia è stata fissata per il 1 ottobre 2020. E sarà allora che, finalmente, si determinerà chi sono i responsabili delle negligenze che hanno fatto da corredo accessorio ai controlli svolti dal calciatore nel corso degli anni, chi ha ignorato la cardiomiopatia aritmogena diventricolare ("la patologia che ammazza gli atleti", la stessa di cui restò vittima Piermario Morosini) che ha provocato la tragedia.