Ci sono sempre nuovi elementi in merito alla vicenda di Luis Suarez e al suo "esame-farsa" di italiano all'Università per stranieri di Perugia. Ivan Zaldua, avvocato del calciatore uruguagio che attualmente sta giocando con l'Atletico Madrid, ha raccontato ai magistrati di Perugia che fu il primo club a muoversi per il suo assistito fu la Juventus ma ieri era emersa la versione del presidente bianconero Andrea Agnelli, che raccontava come fosse stato il Pistolero a offrirsi a lui alla Vecchia Signora con un sms. L'avvocato del centravanti nato a Salto avrebbe ammesso, nel corso dell'interrogatorio per l'inchiesta in corso, che dopo l'intesa economica con i bianconeri spuntarono i problemi per la cittadinanza italiana e ha messo in fila così gli eventi: "A fine agosto il Barcellona mi ha contattato per dirmi che avrebbe cercato un altro giocatore e quindi Suarez avrebbe dovuto cercare un'altra squadra. Abbiamo comunicato al Barcellona che non avevamo intenzione di recedere dal contratto. La Juventus tramite il direttore sportivo Fabio Paratici ha contattato direttamente Suarez. Successivamente Paratici mi ha contattato per iniziare la trattativa. Ho avuto molte conversazioni con il Sig. Paratici. La prima e-mail che ci siamo scambiati è del 29 agosto e contiene una proposta contrattuale con i termini economici dell'ingaggio e dei bonus proposti. Dopo aver negoziato, abbiamo raggiunto un accordo". 

Il 29 agosto 2020 Zaldua inviò a Paratici una mail che riportava tutti i termini dell'accordo ma Luis Suarez avrebbe dovuto prima rescindere dal Barcellona. L'intesa tra le parti prevedeva un contratto biennale, con 11.250.000 euro per la prima stagione e 12.450.000 euro per la seconda. L'avvocato del Pistolero ha confermato che era stata la società campione d'Italia in carica ad avvisarli dell'esame da svolgere ("La Juventus ci ha informato della necessità di svolgere l'esame di italiano e abbiamo atteso che il club ci dicesse quando si sarebbe tenuto. Ho parlato con Paratici e con Lombardo della possibilità di farlo in tempo utile") e ha confessato che dopo questa notizia ha avviato contatti con altri club nel caso il suo assistito non avesse superato la prova ("In più, quando Paratici ci ha comunicato la necessità che Suarez avesse il passaporto comunitario, ho avviato altre trattative con altri club per l'eventualità che non fosse stato tesserato dalla Juventus se non avesse passato l'esame o se l'avesse passato ma non avesse ottenuto la cittadinanza in tempo").

Zaldua ha spiegato che la trattativa con la squadra bianconera avrebbe subito un rallentamento proprio nella settimana che Suarez doveva sostenere l'esame e in quei giorni è stato "contattato da altri tre club, Roma, Paris Saint Germain e Atletico Madrid". Il legale dell'attaccante ha dichiarato che la Juve "era preoccupata che non si sarebbe fatto in tempo a completare le procedure per la cittadinanza e il tesseramento. Con Paratici avevamo parlato proprio quella settimana delle difficoltà che erano emerse, anche a reperire l'atto di nascita e altri certificati dall'Olanda. Tutto ciò prima dell'esame".

L'avvocato di Luis Suarez avrebbe confessato che "l'esame sarebbe stato il 17, credo di averglielo detto il 14 o il 15 settembre. Gli avevo detto che avrebbe sostenuto l'esame a prescindere dal tesseramento con la Juventus, per ottenere comunque il passaporto italiano come gli altri membri della sua famiglia". Proprio in quella settimana Luis Suarez ha parlato con Paratici e proprio in quei giorni, afferma Zaldua, "si è avviata la trattativa con l'Atletico Madrid. Già dal 18 ho iniziato a trattare con il Barcellona per la risoluzione".