I pm di Perugia hanno interrogato la professoressa Stefania Spina, colei che ha preparato Luis Suarez per l'esame di italiano sostenuto dall'attaccante uruguaiano presso l'Università per Stranieri di Perugia lo scorso 17 settembre. La professoressa è accusata di aver inviato al bomber il pdf con il testo integrale della prova. Spina, che è indagata per falso e rivelazione di segreto d'ufficio, ai pm ha dichiarato di non aver dato a Suarez un copione da seguire. Tra gli indagati anche il dirigente Paratici e l'avvocato della Juve Turco.

Le intercettazioni

L'inchiesta sull'esame farsa di Suarez è stata aperta cinque mesi fa e i pubblici ministeri guidati da Cantone proseguono nelle loro indagini e ipotizzano i reati di falso ideologico, falso materiale e rivelazione di segreto d'ufficio. La dottoressa Spina, che si è affidata allo studio legale Brunelli, è stata interrogata per due ore e ha risposto alle domande e ha voluto spiegare e chiarire il contesto di alcune intercettazioni, una serie di frasi diventate note: "Suarez non spiccica una parola d'italiano" oppure "parla solo all'infinito" o "è al massimo un A1" (livello base, inferiore al B1 che serve per ottenere la cittadinanza italiana).

L'esame di Suarez

Inoltre la professoressa ha parlato del suo ruolo nella preparazione di Suarez rispetto a quello di chi lo ha esaminato e ha ricostruito anche le interlocuzioni con l'esaminatore Lorenzo Rocca, che aveva già chiarito la sua posizione e soprattutto ha parlato della prova di Suarez che è stato agevolato dall'aver avuto una prova semplificativa dall'emergenza Covid, che ha limitato la commissione: "Suarez non era mai stato in Italia per un certo periodo di tempo e quindi non sarebbe stato possibile farlo parlare di altri argomenti che presupponevano una certa conoscenza della realtà italiana, quali la sicurezza sul lavoro, il sistema fiscale, la scuola".