Gli avvocati della Juventus, Luigi Chiappero e Maria Turco, si sono recati oggi in Procura a Perugia per essere ascoltati come persone informate sui fatti relativamente all'inchiesta sul sospetto ‘esame farsa' di Luis Suarez all'Università per Stranieri del capoluogo umbro. ‘Farsa' perché – secondo la tesi dei pm – la sessione d'appello del 17 settembre scorso alla quale partecipò l'attaccante uruguaiano sarebbe stata organizzata per consentire al calciatore di conseguire l'attestato di livello B1 necessario per ottenere la cittadinanza italiana e quel passaporto da comunitario fondamentale per essere inserito nella rosa della squadra bianconera.

E se la rinuncia da parte della ‘vecchia signora' a spingersi oltre nella trattativa di mercato con il sudamericano e il Barça sembrava aver fatto cadere il velo sull'operazione, l'esplosione dell'inchiesta ha acceso i riflettori su quanto accadde quel giorno e nel periodo immediatamente precedente. La pubblicazione delle intercettazioni telefoniche sui mezzi d'informazione hanno offerto uno spaccato sulla ricostruzione dell'intera vicenda: ruoli, protagonisti, accordi (o presunti tali), tempistica e modalità di svolgimento della prova (comprese le domande già conosciute e rivolte al giocatore in sede d'esame) hanno fornito materiale sufficiente per incastrare tutti i pezzi del mosaico.

Abbiamo ribadito la trasparenza del nostro operato professionale e contribuito in maniera positiva alla ricostruzione dei fatti in un incontri positivo e costruttivo – ha ammesso l'avvocato Luigi Chiappero dopo il colloquio in Procura con i magistrati -. La Juve è estranea ai fatti? Ovviamente. Si è dimostrato, questa volta come in tante altre occasioni, che la verità spesso viene alterata, ritagliata, ricostruita e restituita in un racconto che magari serve più al lettore ma che non è la verità.

All'uscita della Procura, accanto all'avvocato Luigi Chiappero c'era anche la collega, Maria Turco, il cui nome compare nel materiale raccolto dagli agenti delle Fiamme Gialle. Il legale, che nei giorni scorsi aveva già chiarito la propria posizione attraverso un comunicato, ha fornito la propria versione dei fatti ai magistrati.