12 Maggio 2021
17:21

Vittoria su Boston e playoff NBA in cassaforte: i Miami Heat sono tornati

Dopo una stagione giocata fino a un mese fa ben al di sotto delle aspettative, i Miami Heat sono definitivamente tornati la squadra che pochi mesi fa giocava le Finals NBA. Recuperati Tyler Herro e Duncan Robinson, oggi Spoelstra si ritrova tra le mani un roster più lungo, più maturo e anche sufficientemente riposato, che ha atteso il momento più importante per compattarsi. E se dovesse tornare Oladipo…
A cura di Luca Mazzella

Tanto attesi e tanto criticati per tutto l'anno, ma alla fine hanno avuto ragione loro: i Miami Heat sono ufficialmente qualificati ai Playoffs 2021 senza passare per il torneo Play-in. Da stabilire ancora con quale seed, perché in questo momento la squadra di Jimmy Butler condivide lo stesso record di Hawks e Knicks (38 vittorie – 31 sconfitte) e può ambire al quarto posto o "accontentarsi", a suo rischio e pericolo, del sesto, scegliendo di fatto l'accoppiamento migliore tra Milwaukee Bucks (attualmente terzi) o proprio affrontando una delle due rivali appaiate in classifica.

Il matematico raggiungimento della post-season, per come si è messa la stagione della squadra finalista NBA 2020, è un traguardo notevolissimo che arriva alla fine di una striscia di 10 vittorie nelle ultime 13 partite e di un post All-Star Game da 20-13 di record, a testimonianza di come le fatiche dello scorso anno abbiano suggerito una gestione più oculata del gruppo nei mesi passati, con la consapevolezza di poter e dover dare un'accelerata proprio nella fase più calda e importante dell'anno, ovviamente sotto la sempre più necessaria leadership di Jimmy Butler, vero X-factor del roster sui due lati del campo e in spogliatoio. Eppure, fino a due settimane fa, la clamorosa alternanza di vittorie e sconfitte destava più di qualche preoccupazione sulla tenuta mentale del gruppo, evidentemente a corto di energie ma al contempo consapevole di aver tenuto il serbatoio pieno per il rettilineo finale.

Da inizio a aprile a oggi gli Heat hanno il quinto offensive-rating della lega, a ulteriore riprova di un drastico cambiamento per avvicinarsi alle gare più delicate, a cui la squadra è arrivata ritrovando la vena offensiva di un Tyler Herro molto discontinuo a inizio anno ma tornato solidissimo nelle ultime sfide (ultime 5 a 20 punti di media col 63% dal campo e il 66% da tre, stanotte migliore in campo con 24 punti) e di Duncan Robinson, due giocatori fondamentali rispettivamente per risolvere giochi rotti con soluzioni personali e triple ad aprire il campo costringendo le difese avversarie a adattamenti di cui beneficiano tutti gli altri attaccanti sul parquet. Più in generale, Miami è arrivata al traguardo della stagione regolare recuperando anche Goran Dragic, potendo contare sul sempre più determinante e sul podio dei candidati al DPOY Bam Adebayo, e trovando lungo la strada la solidità realizzativa di un Kendrick Nunn andato ben oltre l'effetto matricola della passata annata e dimostratosi scorer e creator di alto livello, capace di alleggerire la pressione difensiva sugli altri esterni. Il tutto senza sottovalutare l'impatto di un redivivo Trevor Ariza (24 volte titolare nelle 27 partite giocate con 9.5 punti di media, 4.7 rimbalzi e 1.8 assist) che prova una volta di più, assieme all'ultima firma Dwayne Dedmon (7.5 punti e 5.7 rimbalzi in 13 minuti medi di utilizzo) come la franchigia sia in grado di ristabilire anche fisicamente i giocatori a disposizione.

Il fattore Butler

Ancora una volta, le migliori partite della squadra sono però coincise, nonostante tutto, con la presenza in campo di Jimmy Butler. Il numero 22 ha giocato indiscutibilmente la miglior stagione della carriera, con 21.5 punti, 6.9 rimbalzi e 7.2 assist per game e un PER (Player Efficiency Rating) di 26.5, inferiore solo a quelli di Joel Embiid, Nikola Jokic, Giannis Antetokounmpo, Zion Williamson, Steph Curry e Kevin Durant. Con lui il record Heat dice 32-19 (in proiezione 51-31 su 82 partite). Il giocatore poche settimane fa si era dichiarato assolutamente tranquillo per il finale di RS, dichiarando che tutto ciò che si aspettava dai compagni era che questi si qualificassero ai Playoffs, ai quali sarà invece lui a prendere il comando delle operazioni. Non si può dire che non sia stato profetico, vista la risalita dei suoi.

La classifica in caso di arrivo a pari record

Con ancora 3 partite a disposizione è evidente che la corsa degli Heat si incroci con quelle di Atlanta e New York nell'interesse comune di evitare un primo turno contro Giannis Antetokounmpo. Se la classifica restasse così, gli Hawks finirebbero davanti a tutte in forza del titolo di Division (la Southeast) con cui prevarrebbero sui Knicks terzi nella Atlantic, e del 2-1 stagionale contro Miami. In caso di arrivo a pari record coi soli Knicks, Miami invece forte del 3-0 contro finirebbe davanti alla squadra di Thibodeau, da quarta classificata e con la chance di giocare l'eventuale gara 7 in casa.

Atlanta troverà sul suo cammino Washington, in piena bagarre per l'ottava piazza, più Orlando e Houston in pieno tanking, mentre a New York toccheranno San Antonio Spurs, Charlotte Hornets e Boston Celtics, tre squadre in lotta per le posizioni play-in. Il calendario per Butler però è il peggiore in assoluto: Philadelphia 76ers e proprio Milwaukee Bucks all'orizzonte, più Detroit Pistons nell'ultima di stagione, ma uno sforzo nella mini-serie di 3 partite consentirebbe di giocare una serie più benevola di primo turno con la possibilità di recuperare ulteriormente le forze e arrivare al top per le semifinali. Occasione che gli Heat, da vice-campioni in carica, sentono come assolutamente alla portata e alla quale sono arrivati, a fari spenti, senza grosse attenzioni da parte dei media che hanno già dimenticato la cavalcata 2020. E se – ma su questo coach Spoelstra continua a non dare risposte – la post-season dovesse portare in dote anche il rientro a regime di Victor Oladipo, le cose si complicherebbero e molto…per gli altri. I Miami Heat, spacciati un mese fa, avevano già previsto tutto e oggi sono definitivamente tornati.

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