181 triple doppie, un numero non umanamente concepibile ai ritmi del basket dell'NBA moderna, soprattutto se raggiunto nella stagione forse con la più alta concentrazione di partite della storia, quella post-covid che ha costretto i giocatori a sforzi mai fatti prima. Eppure, non esiste sforzo realmente inarrivabile per chi di professione è abituato a stracciare record.

Nella notte, coi 33 punti, 19 rimbalzi e 15 assist della vittoria nel fondamentale scontro diretto contro i Pacers, che uniti ai 50 di Bradley Beal consolida l'ottavo posto dei Wizards sempre più proiettati verso i Playoffs (che dovranno raggiungere vincendo lo scontro con gli Hornets, se la classifica restasse così), Russell Westbrook ha toccato quota 35 triple doppie in stagione, ma soprattutto 181 triple doppie in carriera, raggiungendo quell'Oscar Robertson il cui primato è rimasto imbattuto per 47 lunghissimi anni. Dove Magic Johnson (138), Jason Kidd (107) e LeBron James (attualmente a quota 99) non sono arrivati, è arrivato The Brodie. Lo stesso giocatore che nella stagione 2015-16 aveva eguagliato il record sempre appartenente a "Big O" di un'intera stagione (2016-17) in tripla-doppia di media, poi replicato nelle due annate successive e in quella attuale, in cui il fenomeno di Washington sta collezionando i suoi migliori risultati della carriera a rimbalzo (11.6 a partita, sesto nella lega) e negli assist (11.4, primo in NBA).

Il modo in cui Westbrook ha "celebrato" il record è ancora più epico e fotografa benissimo l'attuale stato psico-fisico di un giocatore riuscito a "normalizzare" quella che a tutti gli effetti sarebbe un'anomalia statistica vista per la prima e unica volta, prima di lui, 54 anni fa.

Il numero 4 ha infatti segnato i due liberi del vantaggio Wizards con un secondo da giocare e, non contento, ha stoppato il tentativo finale di Caris LeVert sulla sirena, a cristallizzare in un'istantanea l'ennesima pagina di una carriera da record-man. Basti pensare che, a partire dal 27 dicembre 2015 e fino a oggi, in un arco di oltre 400 partite giocate Westbrook stia mantenendo una tripla-doppia di media: sono praticamente 5 stagioni tra Thunder, Rockets e Washington. Un quinquennio che consegna ai grandissimi della storia NBA un giocatore sempre oggetto di critiche per un gioco a dire di molti eccessivamente accentratore e finalizzato ai soli numeri (a proposito, quando finisce in tripla doppia le sue squadre hanno un record del 75%), ma che sul parquet non ha mai fatto mancare il suo contributo alla vittoria facendo innamorare tifosi e soprattutto compagni della sua aggressività e voglia di dominare in ogni possibile fondamentale, anche quelli usualmente destinati ad altri giocatori come i rimbalzi.

Westbrook ha dimostrato negli anni di essere uno scorer di altissimo livello (due volte miglior marcatore NBA) e un giocatore estremamente altruista e capace di premiare e valorizzare i suoi compagni, dando tutto pur di offrire sempre un solido apporto ai successi. Un giocatore unico che in tanti, impegnati a sminuire le sue imprese, rimpiangeranno un giorno.

Fin quando vivremo nella sua epoca, godiamoci questo fenomeno senza precedenti. Viva Russell Westbrook!