Francesca Piccinini dice addio alla maglia azzurra: la schiacciatrice di Massa, dopo una vita passata a difendere i colori azzurri, lascia dunque l'Italia dopo che qualche giorno aveva raggiunto quota 500 presenze in Nazionale (contro il Perù nel torneo pre-olimpico), ed alla vigilia di un World Grand Prix (che inizierà il prossimo 3 giugno) dalle cui convocazioni era stata, a sorpresa, esclusa. Ed il Capitano delle Azzurre, annunciando il suo addio alla Nazionale, ha lasciato un lungo messaggio su Instagram.

"Ricordo ancora il mio esordio di 21 anni fa: avevo 16 anni e l'emozione unica di quel giorno, sarà sempre viva nella mia memoria. Da allora ho vissuto un viaggio incredibile con tre generazioni di ragazze che come me hanno dato tutto se stesse alla Nazionale", ha scritto l'atleta che dalla prossima stagione vestirà la maglia di Novara, "Le saluto e abbraccio tutte ringraziandole per ciò che hanno condiviso con me, sia nei momenti delle grandi soddisfazioni che in quelli dei giorni difficili. L'ultima tappa della qualificazione olimpica in Giappone, mi ha fatto capire che le scelte dell'allenatore, che rispetto ma non condivido, non corrispondono alle mie aspettative e a quanto penso di rappresentare. Ho quindi maturato la scelta difficilissima di mettere la parola fine a questa bellissima avventura. Ogni volta che vedrò una partita della Nazionale", ha concluso la Piccinini, "sarò sempre la prima tifosa, perché chi ne ha fatto parte sa che l'emozione speciale di rappresentare il proprio Paese, non potrà mai svanire".

Ricordo ancora il mio esordio di 21 anni fa: avevo 16 anni e l'emozione unica di quel giorno, sarà sempre viva nella mia memoria. Da allora ho vissuto un viaggio incredibile con tre generazioni di ragazze che come me hanno dato tutto se stesse alla Nazionale. Le saluto e abbraccio tutte ringraziandole per ciò che hanno condiviso con me, sia nei momenti delle grandi soddisfazioni che in quelli dei giorni difficili. L'ultima tappa della qualificazione olimpica in Giappone, mi ha fatto capire che le scelte dell'allenatore, che rispetto ma non condivido, non corrispondono alle mie aspettative e a quanto penso di rappresentare. Ho quindi maturato la scelta difficilissima di mettere la parola fine a questa bellissima avventura. Ogni volta che vedrò una partita della Nazionale, sarò sempre la prima tifosa, perché chi ne ha fatto parte sa che l'emozione speciale di rappresentare il proprio Paese, non potrà mai svanire.

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Un palmares ricco di successi: un Mondiale (2002), un Europeo (2009), una Coppa del Mondo (2007) ed una Grand Champions Cup (2009), più svariati argenti e bronzi, con trionfi giovanili che vanno dall'Europeo Juniores (1996) ai Giochi del Mediterraneo (1997, 2001 e 2009), e via dicendo. Cinquecento presenze e tanta passione, ma il rapporto con il commissario tecnico Marco Bonitta, che già non era stato idilliaco, si è incrinato definitivamente. La Piccinini lascia così alla vigilia delle Olimpiadi di Rio de Janeiro: proprio la medaglia olimpica è l'unica che le manca. Non ci sarà per lei il lieto fine, in quella che poteva essere la sua quinta olimpiade: Bonitta si è orientato verso le giovani, tremende e battagliere, della nuova generazione. Età media 24 anni e mezzo, di cui nove sotto i 21 e due 17enni: il nuovo che avanza, si potrebbe dire. Anche al prezzo, elevatissimo, di distruggere una bandiera sacra come Francesca Piccinini, il capitano di mille battaglie.