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Sanremo e politica: Crozza nel 2013 fischiato resistette, Pucci nel 2026 rinuncia prima ancora di salire

Andrea Pucci rinuncia a Sanremo 2026 prima di salire sul palco e attacca “la sinistra”. Nel 2013 Crozza fu fischiato e cannoneggiato “dalla destra” in diretta ma andò avanti. Trova le differenze.
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C'è un filo rosso che lega due Sanremo distanti tredici anni. Un filo che racconta che in fondo il Festival non cambia mai e che la polemica politica, da che Sanremo è Sanremo, l'ha sempre fatta da padrone. Ma c'è un'esibizione particolare, quella di Maurizio Crozza del 2013, che ci aiuta a mettere meglio in prospettiva la rinuncia di Andrea Pucci al Sanremo 2026.

Quando Crozza salì comunque sul palco dell'Ariston

Febbraio 2013. Maurizio Crozza arriva all'Ariston nei panni di Berlusconi. "Ma che figata qui! Non mi divertivo tanto da quando Alfano ha detto che il Pdl faceva le primarie", attacca. Pochi minuti nel suo personaggio e dal pubblico già partono gli urla: "Vai a casa!", "Basta politica!". Non sono rivolte al personaggio, ma al comico. I fischi si fanno così intensi che Fazio deve interrompere due volte per placare la sala: "Ragazzi così non vale, stiamo calmi e sereni".

Il conduttore è Fabio Fazio, sì. E il pubblico del Teatro Ariston non è esattamente quello che oggi c'è sul Nove. Va in scena, quindi, la contestazione in diretta nazionale di quello che – lo era al tempo, ma lo è anche oggi – uno dei comici più popolari d'Italia, tradizionalmente schierato a sinistra. Crozza va avanti, affronta i fischi e completa la sua ebizione. Lascia il palco. È arrivata una contestazione in tempo reale, un "vai a casa" e lui ha incassato.

La premessa a quel momento è che non ci fu solo la contestazione in tempo reale. Quell'esibizione, ampiamente presentata dai giornali, era attesa al varco proprio da chi poi contestò Crozza.

La rinuncia preventiva di Pucci

Febbraio 2026. Carlo Conti annuncia Andrea Pucci come co-conduttore della terza serata. Scoppia immediatamente la polemica sui social. Il PD chiede spiegazioni alla Rai per la scelta di un comico "omofobo e razzista". Instagram, X e Facebook si riempiono di commenti di disapprovazione. Pucci, politicamente schierato a destra e con un passato di dichiarazioni controverse, si trova travolto da quello che lui stesso definisce "un'onda mediatica negativa".

E qui arriva la differenza sostanziale: Pucci fa un passo indietro. Prima ancora di salire sul palco, prima ancora di affrontare qualunque contestazione reale, rinuncia. "Gli insulti, le minacce, gli epiteti ricevuti da me e dalla mia famiglia sono incomprensibili ed inaccettabili", spiega. Nessun fischio dal pubblico, nessuna contestazione in diretta. Solo polemiche preventive, social media in fiamme, i tweet di Giorgia Meloni, Antonio Tajani, Matteo Salvini contro "la sinistra illiberale".

Ora, il punto è semplice. L'esibizione di Maurizio Crozza nel 2013 fu contestata da destra allo stesso modo di quanto lo è stata a sinistra la possibile presenza di Andrea Pucci a Sanremo 2026. Lasciando stare la differenza della proposta tra i due comici, senza voler fare alcun tipo di paragone e senza dire chi è meglio di chi, riuscite a capirla la differenza? Uno, impallinato prima durante e dopo dalle critiche politiche, alla fine sul palco ci è salito, ha fatto il suo monologo e se n'è andato. L'altro ha preferito sentirsi censurato e rinunciare, aprendo la strada all'attacco politico. Ripeto: riuscite a capire la differenza?

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