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Cos’è successo sul set de Il mondo di Patty: la storia degli abusi di Juan Darthes su Thelma Fardin

La storia torbida dietro Il mondo dei Patty: le violenze sessuali subite da Thelma Fardin perpetrate da Juan Darthés nel 2009, quando lei aveva 16 anni. L’attore è stato condannato in secondo grado a sei anni di carcere.
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La popolarissima serie Il mondo di Patty è stata una delle più apprezzate degli anni 2000 e 2010, ma è stata purtroppo macchiata dalle accuse di molestie sessuali da parte di Juan Darthés, attore che nella serie intepretava Leandro Diaz Rivarola, nei confronti di Thelma Fardin, che nella serie interpretava Josefina Beltrán. I fatti, accaduti nel Nicaragua nel 2009, hanno trovato sviluppo con una prima denuncia nel 2018, quando la Fardin ha accusato di stupro Darthés, fino all'incriminazione dell'attore nel 2020 e la definitiva condanna a sei anni di carcere nel 2024.

Chi sono Juan Darthes e Thelma Fardin, protagonisti de Il Mondo di Patty

Juan Darthés è il nome d'arte di Juan Rafael Pacífico Dabul. Brasiliano naturalizzato argentino, classe 1964, una carriera importante nel mondo della musica e della cinema e del tv dell'universo latinoamericano. A partire dal 2017 entra nell'occhio del ciclone per una serie di accuse di abusi sessuali prima dall'attrice Calu Rivero, della telenovela Dulce Amor, poi arrivano le accuse ufficiali di Thelma Fardin. I fatti avvennero in Nicaragua, durante le riprese della serie, nel 2009. All'epoca, Thelma Fardin aveva solo 16 anni.

Cosa è successo sul set: le violenze subite da Thelma Fardin

Nel 2018, Thelma Fardin lancia le prime accuse nei confronti di Juan Darthés attraverso una serie di lunghi video: “Continuavo a dirgli di no, lui prendeva la mia mano e la metteva sul suo membro. Si mise su di me e mi penetrò”Un messaggio lungo e agghiacciante nel quale l'attrice rivela: "Per fermarlo, gli dicevo: ‘Hai dei figli che hanno la mia stessa età'". Ma l'attore, come hanno dimostrato i giudici, non si fermò. Lui aveva provato a baciarla sul collo, poi gli avrebbe mostrato il pene in erezione e lei a quel punto sarebbe rimasta impietrita.

La difesa di Juan Darthes: “Fu lei a violentare me”

La reazione difensiva di Juan Darthés fu affidata a una negazione totale: "Fu lei ad abusare di me. Entrò nella mia camera fingendo di non avere la chiave. Se mi condanneranno mi ucciderò", disse. Secondo l'attore, Thelma Fardin disse che lei finse di voler fare una telefonata: "Perché le ho aperto la porta? Perché lei sosteneva che la sua chiave non funzionava e che doveva usare il mio telefono per chiamare la direzione. Ma dentro alla camera non è successo nulla, lo giuro. Io vi dico la mia verità e so che questa è l'unica verità. Adesso tutto il paese sta parlando male di me e dicono cose gravissime, sapete cosa significa per me?! Io capisco che non posso obbligare la gente a credermi, però tutti adesso credono a lei. Sento che la mia carriera è morta, ma questa non è nemmeno la cosa più importante. Sono morto quasi fisicamente. Non mi interessa che dicono che vogliono uccidermi, mi spiace solo per i miei figli, per come stanno adesso". 

Juan Darthés e Thelma Fardin sul set de Il mondo di Patty
Juan Darthés e Thelma Fardin sul set de Il mondo di Patty

Il processo a Juan Darthes per stupro

È il 16 ottobre del 2019 quando una procura del Nicaragua accusa formalmente l'attore di stupro e abusi sessuali. L'8 gennaio 2020 è stato emesso un mandato di cattura internazionale nei confronti dell'attore. Nel 2021 inizia quindi il processo in Brasile, presso la corte federale di San Paolo, nel 2023, però, viene assolto in primo grado.

La condanna di Juan Darthes e la reazione di Thelma Fardin

La condanna in secondo grado arriva il 10 giugno 2024: il tribunale giudica colpevole Juan Darthés a 6 anni per i fatti del 2009. Thelma Fardin ha affrontato il processo scoppiando in lacrime subito dopo la sentenza: "Non ho mai cercato vendetta", ha detto, "solo giustizia".  In un messaggio affidato alla stampa, la Fardin ha dichiarato:

La giustizia la costruiamo tutti, pe questo è fondamentale che se qualcuno ti racconta la sua storia, il suo dolore, no lo si deve giudicare o dargli colpe. Abbiamo bisogno di empatia e accoglienza per poter permettere che più persone parlino. I pregiudizi ci sono sempre stati sulle vittime, quando il giudizio dovrebbe essere solamente sui colpevoli. La giustizia molte volte non è riparatrice, per questo deve esserlo il racconto sociale.

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