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Carlo Verdone: “Il politicamente corretto al cinema è letale. Concordo su delle cose, altre ridicole”

Carlo Verdone interviene in una masterclass durante la quindicesima edizione del Marateale, durante la quale si espresso sul politicamente corretto nel cinema. Secondo il regista, infatti, l’estremismo in certi casi sarebbe “letale e insopportabile”.
A cura di Ilaria Costabile
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Ospite della quindicesima edizione del Marateale, il festival dedicato al cinema e alla televisione organizzato a Maratea, è stato Carlo Verdone. L'attore e regista è stato protagonista di una masterclass, durante la quale ha parlato della sua carriera e in cui si è lasciato andare a delle considerazioni in merito allo stato del cinema oggi.

Le parole di Carlo Verdone

Verdone si è soffermato soprattutto su come il linguaggio e la necessità di utilizzare una modalità di espressione a volte contenuta, possa portare ad un inaridimento del cinema e delle tipologie stesse di racconto. Secondo il regista ci sono alcune tematiche che vanno supportate, affrontate con cautela e rispetto, altre che invece dovrebbero essere ridimensionate: "Sul razzismo sono d'accordo ma su tutto il resto il politicamente corretto al cinema è letale, insopportabile. Siamo tutti d'accordo su alcune cose, come lo spazio alle minoranze, però altre sono francamente ridicole e finiranno per rendere il nostro lavoro di commedianti impossibile". 

L'analisi sui film del passato

Passando in rassegna alcuni film che hanno fatto la storia del cinema, a partire dagli Anni Sessanta, Verdone sottolinea come un certo umorismo, ovviamente esagerato, parodico, non potrebbe essere più replicato perché non conforme alla sensibilità odierna:

Si vive una volta sola per dire un solo film non si potrebbe più fare, chi lo critica non ha capito che i personaggi maschili di quel film sono dei cretini in un contesto particolare. Gallo Cedrone oggi si potrebbe rifare? Mai. Compagni di scuola? Mai, c'è pure la presa in giro di uno sulla sedia a rotelle e tante battute scorrette. Della commedia degli Anni '60 non si potrebbe rifare quasi niente. Alberto Sordi andrebbe preso e buttato dentro ad un cestino, ma dai, siamo veramente al ridicolo. Basta non li posso più sentire, fermo restando che su razzismo e altre culture minori che devono avere lo stesso peso degli altri sono perfettamente d'accordo.

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