
In diretta la conferenza stampa di presentazione dei Palinsesti di La7 2026-2027 con tutte le novità su programmi tv e conduttori: ecco cosa vedremo nella nuova stagione televisiva. La conferenza stampa si svolgerà a Milano, presso l'Hotel Principe di Savoia. L'editore Urbano Cairo confermerà ovviamente tutto il traino informativo: Enrico Mentana, Lilli Gruber, Corrado Formigli, Giovanni Floris. Conferme attese anche per Aldo Cazzullo e Corrado Augias. C'è incertezza sulle novità che saranno presentate.
Cairo a Fanpage.it: "M. non ha nessuna scelta politica, è un'operazione commerciale"

Alla domanda di Fanpage.it sulle motivazioni dietro l'acquisizione di M – un titolo che non ha avuto un percorso lineare, tra gli ascolti record su Sky e le polemiche di Antonio Scurati per la mancata seconda stagione – e sulla scelta di offrirlo a una platea più ampia, Urbano Cairo circoscrive l'operazione al piano commerciale: "È un'operazione dove noi riteniamo che ci sia interesse per una serie che ha fatto ascolti pazzeschi. Riteniamo che ci sia tanta gente che vorrebbe vedere M. e non l'ha potuta vedere, è un'operazione che ha una valenza per ascolti, interessi commerciali, fortissimo".
L'editore respinge in modo netto qualsiasi lettura politica della scelta: "Non mi pongo il tema politico. Quando facciamo scelte di palinsesto non abbiamo in animo di fare scelte ispirate politicamente, ma commercialmente".
A completare la risposta interviene il direttore di rete Andrea Salerno, che inquadra l'operazione dentro una linea editoriale già sperimentata dalla rete sul fronte delle serie: "Sulla capacità filmica di La7, abbiamo avuto anche Chernobyl, una serie connessa col presente e col passato. M. sta in questo racconto e in questo contesto". Salerno anticipa anche il lavoro che accompagnerà la messa in onda: "Poi ci lavoreremo con Augias per fare un racconto sul passato e sul presente, sul tema fondamentale di questo Paese e di quello che è stato".
Cairo: "Il prime time è scomparso, noi abbiamo tenuto la barra dritta"
Urbano Cairo interviene sulla questione del prime time e dell'access prime time, rivendicando di aver mantenuto "la barra dritta" sulle due fasce in questione.
"Sperimentazioni in prima serata? Ma è scomparso il prime time! I giochi vanno a finire alle 21.45 e alle 21.50, o quello che è. Le serie tv sono passate da due episodi a uno e la tv è articolata abbastanza. Non credo ci sia spazio per la seconda serata, serve pensare al prime time che è scomparso. Noi abbiamo tenuto la barra dritta, con l'access prime time che finisce al momento giusto e poi cominciano le altre trasmissioni".
Cairo sullo scoop Trump-Meloni: "Le abbiamo fatto un favore, ci dovrebbero chiamare meloniani"

Urbano Cairo parla anche dello scoop di Compatangelo a L'aria che tira, ovvero la conversazione con Donald Trump che ha innescato una piccola crisi con l'Italia e con Giorgia Meloni. Il presidente difende la scelta di mandare in onda quell'intervista: "Non siamo contro la Meloni, le abbiamo fatto un regalo della Madonna".
"Diffondere quelle informazioni hanno fatto un favore alla Meloni. Uno dovrebbe dire: cavolo, ma allora siete diventati meloniani? Una notizia di quel tipo è farle un regalo della Madonna, scusate".
Cairo annuncia: "Sono disponibile a cedere il Torino, magari a un torinese ricco e generoso"

Urbano Cairo si è detto disponibile e disposto a cedere il Torino:
Tra i tifosi del Torino nell'ultimo periodo sono cresciuti molto i consensi, ma questo non rileva più tanto. Io ho già detto che sono disponibile a cedere il Toro, dispiacendomi perché sono stati ventuno anni lunghi e importanti. Vorrei vedere qualcuno che si candida, un imprenditore torinese, ricco, tifoso del Toro e generoso. Spero ci sia. Se si candidasse un imprenditore torinese, ricco, generoso, io lo cederei. Non è che voglio delimitare e cedere solo a un torinese. Va bene anche uno che sia americano. Purtroppo l'interesse, oggi, viene più da quelle parti lì. Sono disponibile perché è giusto e dopo ventuno anni si deve fare.
Sul successore possibile: "Io oggi non ho avuto offerte vincolanti. Ho detto che mi piacerebbe perché sarebbe bello che la città di Torino esprimesse qualcuno che abbia voglia di fare qualcosa per il Toro. Non so se ci sia".
Cairo su Berlusconi: "In politica ha fatto solo il 30% di quello che poteva"
Non manca, nella conferenza di Cairo, un passaggio dedicato a Silvio Berlusconi, con cui l'editore rivendica un rapporto personale di lunga data: "Berlusconi l'ho conosciuto bene, era un imprenditore straordinario. Ho sempre avuto un buonissimo rapporto con lui".
Il giudizio si fa più articolato quando Cairo separa l'imprenditore dal politico. Per lui Berlusconi resta un caso di visione e capacità imprenditoriale non pienamente trasferito nell'azione di governo: "Per quello che lui era dal punto di vista imprenditoriale, come visionario e come uomo di affari, secondo me in politica, alla fine ha fatto veramente il 30% di quello che poteva fare".
Una distanza che l'editore spiega non con un limite di comprensione, ma con la natura stessa della politica rispetto al mondo dell'impresa: "Non perché non avesse capito qual era il terreno di gioco, quanto perché evidentemente in politica non hai quella capacità di poter incidere con la velocità che serve come nella tua azienda. Sono due cose completamente diverse".
Mentana, Cairo a Fanpage.it: "Scadenza del contratto a dicembre, vediamo per il rinnovo"
Alla domanda di Fanpage.it sul futuro di Enrico Mentana, il cui contratto scade a dicembre 2026, Urbano Cairo risponde senza chiudere la partita, ma senza nemmeno dare per scontato un rinnovo immediato: "Il contratto di Mentana scade nel dicembre 2026. Il rinnovo sulla parola, forse no. I contratti vanno fatti".
L'editore rivendica però la solidità del rapporto, che va oltre il piano professionale: "Mentana sa che da parte mia c'è grande stima di lui come conduttore di Tg, come uomo di cultura intellettuale, e poi ho anche un rapporto amicale da tantissimi anni".
Sul quando e sul come si arriverà a un'intesa, Cairo rimanda tutto alla scadenza naturale del contratto: "Per quanto mi riguarda io sono sempre felice di averlo con noi. Magari ci vediamo a ridosso della scadenza per vedere se ha interesse a rimanere con noi, o magari ha interesse a fare cose differenti nel rispetto di quelli che sono i contratti che abbiamo".
Una risposta che, tra le righe, introduce per la prima volta un margine di incertezza reale: non un addio, ma nemmeno la garanzia di continuità che l'editore aveva sempre offerto nelle scorse stagioni.
Cairo su Vannacci: "Non do giudizi, il Paese è libero"

Cairo si sofferma anche sul fenomeno Vannacci, senza entrare nel merito politico. "Vannacci è una novità nel mondo politico. È arrivato due, tre anni fa candidato alle europee con Salvini. Ora ha una cosa sua con sondaggi crescenti. C'è un vento generale in Europa e nel mondo. Non do giudizio su di lui perché siamo in un Paese libero e la gente decide se votare o meno".
Un commento che l'editore di La7 tiene volutamente sul piano descrittivo, senza sposare né respingere la parabola del generale passato dalla candidatura con la Lega alla creazione di un proprio soggetto politico. La rete, ribadisce Cairo, resta aperta a ospitare tutti i protagonisti della scena politica italiana, indipendentemente dal giudizio personale sul singolo fenomeno.
Cairo apre a Sciarelli: "Le porte di La7 sono aperte, ma penso sta bene in Rai"
Tra i temi toccati da Cairo, anche il futuro di Federica Sciarelli, dopo l'addio a Chi l'ha visto?. L'editore di La7 non chiude la porta, ma non si sbilancia in un vero e proprio corteggiamento: "Sciarelli? A me piace, qui ha le porte aperte, ma penso che sta bene in Rai anche se ha lasciato Chi l'ha visto".
Una dichiarazione che suona più come un attestato di stima che come una trattativa in corso, e che lascia intendere come l'ipotesi più concreta resti quella di una Sciarelli ancora in orbita Rai, seppure con un programma diverso da quello che l'ha resa un volto simbolo del servizio pubblico.
Urbano Cairo sulle parole di Mentana: "Anti Meloni? La7 non fa sconti a nessuno"
Torna, come a ogni presentazione, la domanda sull'identità della rete: La7 è schierata? Urbano Cairo respinge l'etichetta e rivendica una linea che, nella sua ricostruzione, non è mai cambiata.
"La7 è una rete che non ha mai fatto sconti a nessun tipo di governo. Sono editore dal 2013 e ho ricevuto sempre costantemente telefonate da parte di chi governava, da chi aveva governato. Oggi sicuramente La7 ha dei programmi che hanno un'attenzione che avviene in questo Paese, fanno le domande, ma vogliamo ospitare tutti i protagonisti della politica italiana. Poi qualcuno non viene, ma noi vogliamo tutti".
Sulle parole di Mentana e sulla posizione di La7 come rete "anti-Meloni" risponde:
"Quando Mentana arrivò a La7 nel 2010 non è che fosse una rete molto diversa da quella di oggi. C'erano conduttori di grande peso come Michele Santoro, Gad Lerner, sicuramente conduttori che non facevano sconti all'allora Governo Berlusconi, ma era una rete assolutamente vocale, che faceva le domande, che aveva un atteggiamento critico anche nei confronti dei governi di allora. Oggi non hai più Santoro e Lerner, hai Augias, Gramellini, Cazzullo, Floris. A me non sembra che stiam parlando di pericolosi bolscevichi. Credo che da questo punto di vista c'è una rete che occupa uno spazio anche critico, ma che è apertissima a tutti".
M arriva su La7, Cairo: "Chiuso l'accordo con Sky, faremo almeno quattro serate"
A dare forma all'operazione è lo stesso Urbano Cairo, che alla presentazione spiega come M – la serie con Luca Marinelli sull'ascesa di Mussolini – entrerà nel palinsesto. Non un semplice passaggio in prima serata, ma un evento costruito attorno all'approfondimento, affidato alla regia editoriale di Corrado Augias.
"Abbiamo chiuso ieri l'accordo con Sky. È una serie che ha avuto un successo incredibile e che non era andata ancora in chiaro. Per noi sarà una grande cosa. Sarà sicuramente presentata da Corrado Augias ne La Torre di Babele e poi con un finale con ospiti in studio per arricchire il tutto. Faremo almeno quattro serate".
La formula racconta bene il modo in cui La7 apre le porte alla fiction senza rinunciare alla propria pelle: la serie non arriva da sola, ma incorniciata dal commento e dal confronto in studio. Almeno quattro le serate in programma, con la prima messa in chiaro assoluta di un titolo finora riservato agli abbonati Sky.
Urbano Cairo conferma tutti: "Siamo per squadra che vince non si cambia"

Urbano Cairo conferma la posizione di La7 come terza rete del Paese, realtà ormai consolidata. E poi fa i complimenti a tutti i programmi della prima serata, da Gruber a Floris, da Cazzullo a Gramellini fino a Propaganda Live. Anche il daytime viene menzionato dal patron con i dati di Omnibus, L'aria che tira e Tagadà.
Menzione anche per La7 Cinema con l'obiettivo di mantenere stabilmente l'1% di share: "Acquistiamo da major di grandi film americani e italiani".
Urbano Cairo poi sottolinea il sodalizio con Andrea Salerno da dieci anni e conferma tutti: "Noi siamo per squadra che vince non si cambia. Quando ottieni risultati così buoni, è difficile fare modifiche. Abbiamo tutto il prime time di cui siamo soddisfattissimi".
M - Il figlio del secolo su La7 nella prossima stagione

Prima dell'inizio della conferenza, un video proiettato mostra le immagini delle novità della stagione e tra queste emerge anche M – Il figlio del secolo, serie Sky tratta dai romanzi di Antonio Scurati, che verrà trasmessa in chiaro nella prossima stagione. Una decisione che conferma la declinazione identitaria di La7 in questi ultimi anni.
La prima stagione di M., la serie su Benito Mussolini con Luca Marinelli andrà in onda su La7

La sorpresa della presentazione arriva da un titolo lontano dalla tradizione della rete: M. Il figlio del secolo, la serie sull'ascesa di Benito Mussolini interpretata da Luca Marinelli, andrà in onda in chiaro su La7.
Diretta da Joe Wright e tratta dal romanzo di Antonio Scurati vincitore del Premio Strega, la prima stagione ripercorre la nascita del fascismo dal 1919 al 1925, fino all'omicidio di Giacomo Matteotti. Presentata a Venezia e poi trasmessa da Sky a partire dal gennaio 2025, ha diviso e conquistato per la scelta di far parlare il Duce in camera, rivolto allo spettatore.
Il passaggio in chiaro allarga il pubblico di un racconto che, sul piano politico, non è mai neutro. E su una rete che si porta dietro da tempo l'accusa di essere schierata, la scelta di mandare in onda proprio la parabola di Mussolini è destinata a far discutere.
Dove si colloca La7 dopo i palinsesti Rai e in attesa di Mediaset
La presentazione di La7 si inserisce in un calendario già avviato. Il 3 luglio la Rai ha svelato ad Ancona la sua stagione 2026-2027, all'insegna della continuità: pochi stravolgimenti, il passaggio di Sanremo a Stefano De Martino e la conferma dei programmi di punta.
La7 si muove su un terreno diverso. Niente fiction, niente grande intrattenimento generalista: la rete di Cairo gioca la sua partita sull'informazione e sull'approfondimento, un perimetro in cui negli ultimi anni ha eroso spazio proprio alla terza rete pubblica. Un posizionamento che ha alimentato il confronto, anche polemico, con viale Mazzini.
Il quadro si completerà con i palinsesti Mediaset. Nel frattempo, La7 prova a certificare il suo ruolo di terza forza, con un pubblico che vale più dei numeri assoluti.
Il caso Mentana: il rebus sul futuro del direttore del TgLa7

Il tema che aleggia sulla conferenza ha una data di scadenza precisa: dicembre 2026, quando termina il contratto di Enrico Mentana con La7. Il direttore del TgLa7 è nella rete dal 2010 e guida l'unico telegiornale nazionale in crescita costante, oltre alle celebri maratone nei momenti caldi della politica.
Il rebus era già affiorato un anno fa, quando alcuni messaggi social dal tono criptico avevano fatto pensare a un addio. Mentana aveva poi smentito e Cairo aveva chiuso la porta alle voci: "Resterà con noi finché lo vorrà".
Dodici mesi dopo, però, il rinnovo non è ancora arrivato e la scadenza è vicina. La conferenza di oggi è il primo appuntamento pubblico in cui l'editore può sciogliere il nodo, o rimandarlo ancora.
La settimana di prime time di La7: la griglia serale sera per sera
In attesa dei titoli nuovi, ecco l'ossatura che La7 porta al tavolo dei palinsesti. Una settimana di prime time costruita tutta sull'approfondimento, con volti blindati fino al 2030.
Si parte il lunedì con La Torre di Babele di Corrado Augias, martedì tocca a diMartedì con Giovanni Floris, mercoledì a Una Giornata Particolare con Aldo Cazzullo. Il giovedì è il territorio di Piazzapulita con Corrado Formigli, il venerdì quello di Propaganda Live con Diego Bianchi, il weekend chiude con In Altre Parole di Massimo Gramellini. Nell'access, il presidio quotidiano di Otto e Mezzo con Lilli Gruber.
È la griglia che ha portato la rete al terzo posto in prima serata. La domanda della vigilia è se Cairo la lascerà intatta o se aprirà una casella nuova, a partire dalla domenica sera, la fascia storicamente più fragile del palinsesto.
Gli ascolti dell'ultima stagione: La7 terza rete del prime time
La7 arriva alla presentazione dopo la stagione che l'ha issata al terzo posto assoluto in prime time, dietro soltanto a Rai1 e Canale 5. A trainare gli ascolti ancora Otto e Mezzo, con una media stagionale dell'8,7% di share e 1,7 milioni di spettatori. Dietro Lilli Gruber spingono diMartedì di Giovanni Floris, Propaganda Live di Diego Bianchi (6,5%, 850mila spettatori) e Piazzapulita di Corrado Formigli (6,2%, 840mila).
Il dato che pesa di più, in ottica pubblicitaria, è quello dei target: nel prime time La7 tocca il 13% di share nella classe socio-economica alta e il 14% tra i laureati. Un pubblico ristretto ma pregiato, che spiega la solidità del modello e le richieste di Cairo sul fronte delle risorse.
Le polemiche prima dei palinsesti La7: il caso Mentana e lo scontro con la Rai
Il tema più caldo resta il futuro di Enrico Mentana: contratto in scadenza a dicembre 2026 e nessun rinnovo formalizzato. Cairo si era detto pronto a prolungare "finché lo vorrà", ma la partita è ancora aperta e oggi il direttore del TgLa7 tornerà al centro delle domande. Non si possono non tenere presente, a proposito, le sue parole all'ultimo Festival della Tv di Dogliani: "Tutti i programmi di La7 hanno la stessa impostazione, lo stesso orientamento, gli stessi ospiti", aveva osservato Mentana. "Quando dico anti-Tele Meloni dico che è una televisione che ha ospitato un centinaio di volte Schlein e Conte nell'ultimo anno solare, poi forse ci sarà stato due volte Crosetto".
E ancora: "Da nessun'altra parte è così netto e marcato. È evidente che si è voluto fare de La7 la nuova Rai3, senza che ci fossero però una nuova Rai2 e Rai1. È una rete con un'identità molto forte, il che è un vantaggio". Ma poi pone la domanda scomoda: "Un elettore di centrodestra può sentirsi a casa guardando La7?".
C'è poi lo scontro a distanza con la Rai. L'amministratore delegato di viale Mazzini, Giampaolo Rossi, aveva rivendicato ai palinesti la trasformazione di Rai3 replicando proprio a Mentana che aveva descritto La7 come una sorta di nuova Rai3.
Sullo sfondo resta la questione identitaria che accompagna La7 da tempo: rete di opposizione, come sostengono i critici, o televisione libera e non schierata, come rivendica l'editore. A questo si aggiunge la richiesta, avanzata da Cairo, di ricevere una quota del canone a fronte del servizio informativo garantito dalla rete. Temi che oggi potrebbero tornare tutti sul tavolo.
Le indiscrezioni sui programmi La7 2026-2027: le novità attese in prime time
Le voci della vigilia raccontano una rete che non cerca la rivoluzione, ma un rafforzamento sui suoi asset. Il primo fronte è quello digitale: crescita dei contenuti su La7.it e sulle piattaforme social, con un investimento dichiarato su reportage e inchieste. La7d dovrebbe confermare la sua vocazione lifestyle e factual, tra docu-reality, serie internazionali e produzioni pensate per un pubblico femminile e giovane.
Dove vedere la presentazione dei palinsesti La7 in diretta streaming e tv
La presentazione dei palinsesti è un evento riservato alla stampa: si tiene all'Hotel Principe di Savoia e non è previsto un passaggio integrale nel palinsesto della rete. Il modo più semplice per seguire annunci, conferme e dichiarazioni in tempo reale è questo live, aggiornato minuto per minuto da quando i lavori prendono il via, alle 11.
I profili social ufficiali di La7 e il sito La7.it accompagnano di consueto l'evento con contenuti e clip. Su Fanpage.it, il racconto completo in liveblogging, con il commento sulle scelte di rete e di fascia oraria.
I nomi dei conduttori e i programmi: chi resta e chi va via
Il grosso della squadra La7 arriva all'appuntamento già blindato. Nell'estate 2025 Cairo aveva rinnovato in anticipo, fino al 2030, i contratti dei volti-simbolo della rete: Lilli Gruber, Giovanni Floris, Corrado Formigli, Aldo Cazzullo, Massimo Gramellini, Diego Bianchi e Roberto Cingolani. Una linea di continuità che riduce lo spazio per gli stravolgimenti.
La settimana di prime time, salvo sorprese, ricalca lo schema ormai rodato: lunedì La Torre di Babele con Corrado Augias, martedì diMartedì con Floris, mercoledì Una Giornata Particolare con Cazzullo, giovedì Piazzapulita con Formigli, venerdì Propaganda Live con Bianchi, nel weekend In Altre Parole con Gramellini. Nell'access, Otto e Mezzo con Gruber. Il daytime tiene i suoi punti fermi: Omnibus, Coffee Break con Andrea Pancani, L'Aria che Tira con David Parenzo, Tagadà con Tiziana Panella.
Il capitolo aperto resta quello del TgLa7. Il contratto di Mentana scade a dicembre 2026 e la conferenza di oggi è il primo banco di prova pubblico sul suo futuro. Sul fronte intrattenimento, il game show con Flavio Insinna era già uscito dal palinsesto lo scorso anno: difficile un ritorno del genere su una rete che ha scelto di puntare tutto sull'approfondimento.
Oggi la presentazione dei palinsesti di La7 2026-2027 in diretta: gli orari e cosa aspettarsi
La7 alza il sipario sulla stagione 2026-2027. Alle 11, all'Hotel Principe di Savoia di Milano, Urbano Cairo e la direzione di rete presentano alla stampa i programmi che accompagneranno il pubblico da settembre. Un cambio di indirizzo rispetto al 2025, quando la conferenza si era tenuta al Four Seasons.
La rete arriva all'appuntamento forte di una stagione in crescita e con una linea che negli anni non ha mai cambiato baricentro: informazione, approfondimento, inchiesta. Il TgLa7 resta il cuore dell'offerta, l'access di Otto e Mezzo e il blocco di prime time con Piazzapulita, Propaganda Live e diMartedì compongono l'ossatura che ha spinto gli ascolti verso l'alto.
Il nodo di giornata ha un nome e un cognome: Enrico Mentana, con il contratto in scadenza a dicembre 2026. Seguiamo la mattinata in diretta, aggiornamento dopo aggiornamento, fino all'inizio della presentazione.