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Ciao,

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mentre mancano pochissime ore all'apertura delle urne del referendum sulla giustizia, volevo provare a riflettere su un aspetto della guerra degli Usa all'Iran che raramente prendiamo in considerazione. Che chi negli anni, come la Spagna, ha investito in questi anni per decarbonizzare la propria economia, investendo sulle rinnovabili, oggi paga un prezzo molto meno salato per il blocco dello stretto di Hormuz e per il drastico aumento del prezzo di gas e petrolio.

Una scelta lungimirante, quella spagnola, mentre fino a ieri si diceva che le "follie green" non avrebbero salvato il pianeta, ma avrebbero distrutto la nostra economia. Risultato? Oggi nel nome del petrolio spendiamo in guerre quel che dovremmo spendere per ridurre il riscaldamento globale. Abbiamo mandato in crisi il multilateralismo che ci avrebbe consentito di farlo assieme, Paesi ricchi e Paesi poveri. E soprattutto ci impoveriamo, solo perché non abbiamo investito in alternative più sostenibili. Ricordatevelo, quando ricomincerà la propaganda di chi ama, lautamente retribuito, le fonti fossili.

Ah, dimenticavo: oggi dalle 13,30 fino a sera saremo live sul canale YouTube di Fanpage per commentare l'esito del referendum sulla giustizia. Con noi un sacco di ospiti, in studio e in collegamento dalle sedi di partiti e comitati. Uno sforzo a beneficio di tutti reso possibile da chi in questi mesi sostiene e si è abbonato a Fanpage. Ti andasse di darci una mano pure tu, ti ricordo le prime 2 settimane sono gratis, poi decidi tu se andare avanti. Ti lascio qua il link che ti spiega tutto. Grazie!

Ma com’è possibile che basti il blocco di un piccolo stretto come Hormuz per mettere in ginocchio l’economia mondiale? Non poteva pensarci Trump, prima di attaccare l’Iran.

Giorgio

Ciao Giorgio,
Lo stretto di Hormuz, in realtà, è il passaggio marittimo più strategico al mondo, caro Giorgio. Ormai lo sai, perché lo stanno dicendo ovunque: ci passa il 20% del petrolio e il 15% del gas consumato ogni giorno al mondo. Idrocarburi che non possono passare altrove e che non servono solo per far andare le nostre automobili e per scaldare le case, ma anche per produrre fertilizzanti e polimeri plastici. Metà di quello stretto è in acque territoriali iraniane e quindi se l'Iran decide di chiuderle a causa della guerra, blocca tutto.

È un vantaggio strategico enorme per il regime di Teheran ed era ovvio che se non fosse stato rovesciato nei primi giorni di guerra l'avrebbe usato per mettere pressione agli Stati Uniti e a Israele. Trump lo sapeva benissimo, ma ha attaccato comunque. Vai a capire se per sottovalutazione del rischio, o calcolandolo.

Bloccare Hormuz peraltro non vuol dire mettere in crisi i fornitori dell'Iran, ma diminuire l'offerta globale di petrolio e gas, facendo salire i prezzi anche del petrolio americano e russo, per dire. Ma anche dei fertizzanti cinesi, di cui gli Usa sono acquirenti. Insomma, un bel problema. Che peggiorerà a ogni giorno in più di guerra e che – come se non bastasse – non può essere risolto manu militari  se non a fronte di enormi rischi. Come ti sarà noto, infatti, le forze armate iraniane minacciano di colpire eventuali flotte nemiche con droni o barchini, armi lowcost che potrebbero affondare o danneggiare seriamente navi del valore di centinaia di milioni di dollari; è questa la principale ragione per cui alla richiesta di Trump alla Nato di inviare aiuti per riaprire Hormuz i Paesi dell'Alleanza Atlantica hanno risposto "picche". Nessuno – neppure i più fedeli alleati del capo della Casa Bianca, come Giorgia Meloni – se la sente di correre un rischio così alto solo per assecondare le mire neocoloniali di Trump e Netanyahu.

Davide Falcioni, redattore area Cronaca Fanpage.it

Come mai ha votato così tanta gente a questo referendum, mentre agli altri come quelli sul lavoro e sulla cittadinanza non ha votato nessuno? Eppure forse quelli erano più vicini ai problemi della gente.

Mario

Mario, in una parola: quorum. Paradossalmente, il quorum di partecipazione al 50+1% previsto per i referendum abrogativi sta diventando un’incredibile arma a favore di chi li vuole far fallire. Anche quando affrontato questioni molto più vicine a noi delle modalità di nomina del CSM, come lavoro e cittadinanza. In un’epoca di bassa affluenza al voto come questa, l’idea di usare la non partecipazione come arma per far fallire il referendum diventa un modo per evitare di parlarne, di farlo uscire dall’agenda delle cose importanti per l’opinione pubblica. Se togli il quorum e vince semplicemente chi prende un voto in più, a quel punto anche chi è contrario è obbligato a parlarne, a esplicitare le sue ragioni, a non limitarsi a un “andate al mare che c’è bel tempo”. Una politica che ha a cuore la partecipazione dei cittadini probabilmente dovrebbe pensare ad abbassare il quorum o addirittura eliminarlo del tutto, anche per i referendum abrogativi. Anche perché la partecipazione al rerefendum costituzionale sulla giustizia ha aumentato il grado di consapevolezza delle persone su questo tema. E, comunque la si pensi in merito,  non è cosa da poco.

Francesco Cancellato, direttore Fanpage.it

Il presidente della repubblica Mattarella oggi presiede il CSM – con la nuova riforma Nordio – Meloni ci saranno ben tre organi costituzionali: CSM dei giudici, CSM dei PM e Alta Corte Disciplinare. Potete spiegare cosa presiederà Matterella?

Serafina

Buongiorno Serafina, la tua è una domanda molto pertinente soprattutto alla luce del fatto che tante cose di questa riforma della Giustizia non sono state ancora definite. Lo saranno solo in seguito – in caso di vittoria del Sì chiaramente – con delle leggi ordinarie. Sappiamo però che il presidente della Repubblica continuerebbe a presiedere i due Consigli Superiori della Magistratura. Oggi abbiamo un solo Csm con 33 membri, di cui tre di diritto, che sono appunto il Capo dello Stato, il primo presidente della Corte di Cassazione e il Procuratore generale sempre della Corte di Cassazione. Se vincesse il Sì al referendum e passasse la riforma il Csm verrebbe sdoppiato in due, uno per la magistratura requirente (i pubblici ministeri) e uno per la magistratura giudicante (i giudici), ma il presidente della Repubblica continuerebbe a essere il vertice di entrambi. Va sottolineato che presiedere il Csm (o i Csm) non significa avere un ruolo attivo nei suoi affari quotidiani. Quello che è accaduto qualche mese fa – quando la campagna referendaria assumeva toni sempre più duri, tanto da costringere Sergio Mattarella a presiedere una seduta ordinaria, cosa che non accadeva da ben 11 anni, per richiamare tutti alla responsabilità e ad abbassare i toni – non è la normalità. Per continuare a rispondere alla tua domanda: non è ancora chiarissimo invece come dovrebbe essere composta l’Alta Corte Disciplinare. Essendo un organo terzo e indipendente rispetto al Csm è probabile che anche i suoi esponenti non possano in alcun modo sovrapporsi a quelli del Consiglio, anche per quanto riguarda i membri di diritto. Ma per avere risposte più certe dovremmo aspettare le leggi ordinarie, se la riforma venisse confermata dal referendum.

Annalisa Girardi – vice capo area Video Fanpage.it

Direi che è tutto, anche per oggi.
Grazie per averci accompagnato fino a qua.

Francesco

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