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Strage di Latina: gli aggiornamenti
24 Settembre 2021
16:45

Strage di Latina, il padre che uccise le figlie non doveva avere la pistola: indagati due medici

Si è celebrata ieri davanti al gip la prima udienza a carico dei due medici che visitarono Luigi Capasso e rilasciarono il certificato di idoneità per detenere l’arma. Il carabiniere che il 28 febbraio del 2018 ha ferito sua moglie ed ucciso le loro due figlie per poi suicidarisi non doveva avere la pistola.
A cura di Alessia Rabbai
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Strage di Latina: gli aggiornamenti

Due medici che hanno visitato Luigi Capasso sono indagati per omicidio colposo. Il carabiniere che il 28 febbraio del 2018 ha sparato ferendo la moglie e ha ucciso le loro due figlie di sette e tredici anni, non era nelle condizioni di avere con sé una pistola. Si tratta della psicologa militare e del suo medico personale. La Procura con il sostituti procuratore Carlo Lasperanza e Giuseppe Bontempo vuole capire le responsabilità a loro carico e il perché gli sia stata rilasciata la certificazione di idoneità a detenere l'arma. Il militari infatti al tempo in cui sono accaduti i tragico fatti che hanno portato al delitto si trovava in uno stato psicologico instabile e aveva già aggredito sua moglie. Per questo motivo la pistola gli era stata tolta, poi ridata, e chi indaga vuole chiarire il motivo sia avvenuta la restituzione, dato che l'arma è stata utilizzata per compiere una strage famigliare. Da chiarire dunque le responsabilità a carico dei due medici che lo hanno visitato. Ieri mattina, giovedì 23 settembre, si è svolta l'udienza preliminare del Tribunale di Latina, la moglie assistita dall’avvocato Claudio Botti, si è costituita parte civile.

La strage di Latina

Il duplice omicidio che si è consumato due anni fa a Latina ha scosso l'opinione pubblica. Secondo quanto ricostruito in sede d'indagine Capasso, marito e padre, dopo aver smontato dal turno di lavoro a Velletri, dove prestava servizio, è tornato nella casa in cui non viveva più da tempo, perché la coppia si stava separando e lui alloggiava in casema. Ha aspettato che sua moglie Antonietta Gargiulo scendesse nel garage per andare al lavoro. Le ha sparato, ferendola gravemente e riducendola in fin di vita. Subito dopo è salito in casa dove stavano dormendo le loro due figlie Alessia e Martina, barricandosi dentro, e le ha uccise nel sonno. Poi si è suicidato. Antonietta, l'unica sopravvissuta della famiglia è stata dimessa dopo circa un mese dall'accaduto, dopo essere finita in coma farmacologico, ricoverata all'ospedale San Camillo di Roma.

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