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Sparatoria a Fidene

Riaperto il poligono di Tor di Quinto: Claudio Campiti rubò lì l’arma con cui uccise tre donne

La procura ha disposto la rimozione dei sigilli al poligono di Tor di Quinto, chiuso all’indomani della strage di Fidene. Rimane sotto sequestro l’armeria.
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A cura di Natascia Grbic
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Sparatoria a Fidene

Il poligono di Tor di Quinto, chiuso all'indomani della strage di Fidene, è stato riaperto. Secondo quanto riportato da Il Messaggero, da alcuni giorni sono stati tolti i sigilli e le persone sono tornate a frequentarlo. L'armeria però, rimane chiusa: su quella gli accertamenti sono ancora in corso.

Compito dei carabinieri che indagano sul caso è stabilire se la strage in cui sono state uccise tre donne e ferite quattro personesi poteva evitare. La mattina dell'11 dicembre 2022, Claudio Campiti – socio del poligono – si è recato alla struttura, e ha preso come al solito l'arma per andare a sparare. Ma invece di dirigersi verso l'area dedicata, è montato in macchina ed è andato in via Colle Giberto, dove in quel momento si stava tenendo la riunione condominiale del consorzio Valle Verde, dove Campiti abitava in condizioni di estremo disagio. Ha fatto fuoco con la Glock presa all'armeria uccidendo Sabina Sperandio, Elisabetta Silenzi e Nicoletta Golisano e ferendo quattro persone.

Appena si è saputo che l'arma era stata presa dal poligono di Tor di Quinto, la procura di Roma ha fatto mettere immediatamente i sigilli al posto. Da allora sono partiti controlli a tappeto nelle varie strutture del Lazio, in modo da capire se le regole di sicurezza siano rispettate, ed evitare che in futuro possa capitare ancora una volta una situazione del genere.

A Campiti era stato negato dai carabinieri il porto d'armi, che aveva già chiesto in passato. Troppe le minacce ai gestori del Consorzio Valleverde, con cui c'erano tensioni molto gravi.

L'uomo è stato arrestato subito dopo la strage, da allora si trova in carcere.Non ha finora mostrato segni di pentimento per quanto accaduto la mattina dell'11 dicembre.

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