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Il caso Maria Sestina Arcuri
19 Luglio 2021
20:49

Morte Sestina Arcuri, Andrea Landolfi assolto dall’accusa di omicidio e rimesso in libertà

I giudici della Corte d’Assise del Tribunale di Viterbo hanno assolto Andrea Landolfi dall’accusa di omicidio della fidanzata Maria Sestina Arcuri, morta a a 26 anni il 6 febbraio 2019 dopo una caduta dalle scale nella villetta della nonna dell’imputato a Ronciglione. Landolfi è tornato in libertà perché per la corte non è stata raggiunta la prova piena della sua responsabilità.
A cura di Alessia Rabbai
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Il caso Maria Sestina Arcuri

È stato assolto e rimesso in libertà Andrea Landolfi, il trentaduenne romano imputato per omicidio volontario e omissione di soccorso nel processo per la morte della fidanzata Maria Sestina Arcuri. Per la corte non è stata raggiunta la prova piena della responsabilità dell'imputato. I giudici non hanno accolto la richiesta avanzata dal pubblico ministero Franco Pacifici, con la sentenza di primo grado che arriva a distanza di due anni e mezzo dai drammatici fatti avvenuti all'interno della villetta di Mirella Iezzi, nonna dell'imputato, in via Papirio Serangeli a Ronciglione, in provincia di Viterbo. Il pm aveva chiesto che a Landolfi, attualmente assistito dai legali Serena Gasperini e Daniele Fabrizi, venissero riconosciute le attenuanti. Diversa la decisione del giudice, che l'ha assolto e disposto che venisse rimesso subito in libertà. L'avvocato della famiglia Arcuri Vincenzo Luccisano aveva chiesto invece la condanna senza attenuanti. Landolfi è stato però condannato a quattro anni per le lesioni provocate alle nonna.

L'avvocato della famiglia Arcuri: "Sestina è caduta dall'alto"

L'avvocato di parte civile Vincenzo Luccisano, in un'intervista rilasciata a Fanpage.it aveva spiegato che, da quanto emerso prima in sede di indagine e poi in fase dibattimentale, "tutte le prove confermano la colpevolezza dell'imputato". Prima tra tutte, l'autopsia, che dimostrerebbe chiaramente come "i gravissimi traumi riportati da Sestina siano possibili solo con una caduta dall'alto in  accelerazione – chiarisce Luccisano – mentre non risultano segni di rotolamento", ossia quanto l'imputato e la nonna hanno sostenuto sia accaduto sin dai primi momenti successivi alla morte di Sestina. Le altre sono la lite, l'intenzione di Sestina di lasciarlo, le ricerche di un b&b emerse dal suo smartphone che testimoniano come la ragazza quella notte non avrebbe voluto dormire con il fidanzato.

La morte di Sestina Arcuri

Il fine settimana in cui sono accaduti i drammatici fatti che hanno portato alla morte della ventiseienne di Nocara, la coppia che viveva a Roma si era spostata in provincia, per una gita fuori porta com'era solito fare, e soggiornava nella villetta della nonna di lui nel Viterbese. Insieme ad Andrea e Sestina c'era il figlio piccolo di Landolfi. I fidanzati avevano litigato, ma sono andati lo stesso a cena fuori al ristorante. Dalle immagini riprese dalle telecamere a circuito chiuso si nota una situazione tesa tra i due. Poi si sono spostati in un pub e durante la serata hanno nuovamente discusso in maniera animata. Tornati a casa, tutto si è svolto tra l'1.50 e le 2 e qualche minuto. Sestina è grave dopo una caduta dalle scale. Alle 2.04 la nonna di Andrea è uscita di casa per raggiungere a piedi il presidio Sant'Anna. La chiamata ai soccorsi è arrivata alle 6 del mattino seguente, quando un'ambulanza è giunta davanti all'abitazione e ha trasportato Sestina all'ospedale Belcolle, dov'è stata sottoposta ad un delicato intervento chirurgico. Poi il decesso, sopraggiunto il 6 febbraio.

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