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Il caso Maria Sestina Arcuri

Morte di Maria Sestina Arcuri: il fidanzato è stato condannato a 22 anni di carcere per omicidio

La Corte d’assise d’Appello ha ribaltato la sentenza di primo grado nei confronti di Andrea Landolfi, fidanzato di Maria Sestina Arcuri morta nel 2019: l’uomo è stato ritenuto responsabile della morte della 26enne e condannato a 22 anni di carcere.
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A cura di Ilaria Quattrone
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Il caso Maria Sestina Arcuri

Andrea Landolfi, fidanzato di Maria Sestina Arcuri morta nel 2019, è stato condannato a ventidue anni di carcere per omicidio dalla Corte d'Assise d'Appello di Roma. È stata ribaltata la sentenza di assoluzione che era stata emessa dal tribunale di Viterbo. Il 39enne era accusato di aver spinto volontariamente la fidanzata per le scale di casa della nonna.

L'assoluzione era arrivato il 19 luglio 2021: in primo grado Landolfi, difeso dagli avvocati Daniele Fabrizi e Serena Gasperini, era stato prosciolto dall'accusa di omicidio volontario e omissione di soccorso. L'uomo era stato anche accusato di lesioni aggravate alla nonna: la donna ha però sempre negato di essere stata picchiata dal nipote.

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La dinamica dei fatti

Il pubblico ministero Franco Pacifici aveva chiesto, durante il processo di primo grado a Viterbo, una condanna a 25 anni di carcere. L'avvocato dei genitori e dei due fratelli della vittima, Vincenzo Luccisano, aveva invece chiesto l'ergastolo. Adesso, a più di un anno da quella sentenza di assoluzione, la corte d'Appello ha ribaltato la decisione.

La donna, originaria di Nocara (Potenza), il 3 e 4 febbraio 2019 si trovava a casa della nonna del fidanzato a Ronciglione. La coppia avrebbe dovuto trascorrere lì il weekend insieme al figlio di Landolfi. All'alba del 4 febbraio è arrivata una chiamata agli operatori sanitari del 118: l'ambulanza ha trasferito la 26enne in ospedale d'urgenza. Dopo essere stata operata alla testa, è morta due giorni dopo l'incidente.

Dagli accertamenti è poi emerso che l'ambulanza era stata chiamata quattro ore dopo la caduta. Sette mesi dopo i fatti, una volta depositata l'autopsia, sono scattate le manette per l'uomo: dall'esame era emersa l'ipotesi che la ragazza potesse essere stata lanciata dalla scale. L'uomo era rimasto in carcere dal 25 settembre 2019 e fino al 19 luglio 2021 quando, con la sentenza in primo grado, era stato rimesso in libertà.

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