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Chi sono i 700mila lavoratori che guadagnano meno di 15mila euro nel Lazio

Nel Lazio il 41 per cento dei dipendenti ha percepito meno di 15mila euro: uno studio sui redditi percepiti nel Lazio a cura della Cgil di Roma e del Lazio su dati Inps.
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A cura di Enrico Tata
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Nel Lazio il 41 per cento dei dipendenti del settore privato non agricolo ha percepito, nel 2022, meno di 15mila euro. Si tratta di 701mila lavoratori e lavoratrici ed è un dato più alto della media nazionale, che è del 37 per cento.

L'incidenza così alta dei lavoratori con redditi fino a 15mila euro è dovuta in parte alle dinamiche dei settori produttivi, dimostra uno studio della Cgil di Roma e del Lazio su dati Inps. In particolare in Italia il 23,2 per cento dei lavoratori è impiegato nella manifattura e nel Lazio tale percentuale si abbassa al 9,6 per cento, mentre hanno un maggior peso settori legati alla stagionalità o scarsamente qualificati dal punto di vista retributivo.

Nel Lazio i più penalizzati dal punto di vista retributivo sono i giovani (43 per cento sotto i 15mila euro) e le donne (53%). La Cgil annota che "l’incidenza delle retribuzione annue più basse per classi di età, seppur in calo al crescere dell’età, evidenzia come resti una condizione che caratterizza la vita lavorativa di oltre un terzo degli adulti. Negli over 65 l’incidenza è analoga alla fascia più giovane della popolazione, la causa principale è la necessità di proseguire l’attività lavorativa per la mancata maturazione dei requisiti per la pensione".

Dal punto di vista contrattuale l'11,7 per cento dei lavoratori che si trova sotto la soglia dei 15mila ha un contratto a tempo determinato full time, mentre il 64 per cento è interessato da part time, full time o part time. Tra l'altro ben il 65 per cento delle donne under 35 con reddito sotto i 15mila euro ha un contratto part time. La percentuale scende al 55 per cento per i ragazzi. "Rispetto gli uomini, le donne con retribuzione fino a 15.000 euro l’anno hanno con maggior frequenza un contratto a tempo parziale", si legge nel report.

Per quanto riguarda le attività meno pagate, risulta sotto i 15 mila euro di retribuzione annua il 71 per cento dei lavoratori nei servizi di alloggio e ristorazione. Sotto i 15mila anche il 58 per cento dei lavoratori nel ‘noleggio,agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese' e il 57 per cento nelle ‘attività artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento'. Oltre i 15mila euro, invece, il 95 per cento di chi lavora nel settore dell'estrazione di minerali e nella fornitura di energia.

Ancora, i settori con più contratti a tempo determinato sono quelli dell'istruzione e dei servizi di informazione e comunicazione, rispettivamente all'83 per cento e al 62 per cento. Il tempo determinato è solo al 19 per cento per quanto riguarda le attività immobiliari. Ancora, l'incidenza del part time è all'84 per cento per i servizi di informazione e comunicazione e al 71 per cento per l'istruzione.

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