Un corpo smembrato e corroso dalla candeggina: oggi nell'aula del tribunale di Macerata, della Corte d'Assise di Macerata è andato in scena l'orrore. Si è celebrata stamattina, all'interno del processo per per omicidio, violenza sessuale e vilipendio di cadavere a Innocent Oseghale, l'udienza dedicata ai risultati dell'autopsia sul corpo di Pamela Mastropietro, la diciottenne uccisa a Macerata un anno fa. Per la natura cruda delle immagini oggetto del dibattimento, il presidente della Corte, Roberto Evangelisti ha fatto allontanare il pubblico dall'aula, dove sono rimasti i familiari di Pamela (la madre Alessandra Verni, scoppiata a piangere) e l'imputato, il nigeriano Innocent Oseghale.

Al centro dell'udienza il duro confronto tra Antonio Tombolini, il primo a eseguire un esame autoptico sui resti di Pamela, e il secondo medico legale incaricato dalla Procura di Macerata, Mariano Cingolani. I due medici legali sono in disaccordo sulle lesioni al fegato. Per il primo, infatti, quelle ferite sarebbero state inflitte mentre Pamela era ancora viva, per il secondo, invece, considerata la scarsità del sanguinamento, sarebbero state inferte post mortem. Il corpo depezzato di Pamela, venne ritrovato chiuso in due trolley nelle campagne di Pollenza il 31 gennaio 2018. Pochi giorni dopo venne rintracciato e arrestato il nigeriano Innocent Oseghale, colui che quel giorno le promise la droga per cui Pamela era scappata dalla comunità Pars di Corridonia, dove era ospite per i suoi problemi di dipendenza.

Secondo la ricostruzione dell'accusa, la ragazza sarebbe stata uccisa a coltellate, dopo una violenza sessuale e poi fatta a pezzi.