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26 Maggio 2020
10:27

Un documento spiega quanto vive il Covid sulle superfici: 30 minuti su carta, 7 giorni su mascherine

Una circolare del ministero della Salute, firmata dall’epidemiologo Giovanni Rezza, chiarisce per quanto tempo resistono le goccioline (droplets) di coronavirus sulle superfici. Una serie di dati utili soprattutto a chi in questi giorni è impegnato con la sanificazione degli ambienti, necessaria per poter riaprire attività e negozi.
A cura di Annalisa Girardi
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Una circolare del ministero della Salute spiega quanto resiste il virus sulle superfici. Un aiuto per tutte quelle attività, dai parrucchieri alle palestra, alle prese con la sanificazione delle strutture non sanitarie. Nel documento si spiega in che modo disinfettare gli ambienti per prevenire e contenere la diffusione del virus, fermo restando che "il lavaggio delle mani e il distanziamento sociale costituiscono il punto cardine di una corretta prevenzione". La circolare, firmata dal direttore del dipartimento di Malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità, Giovanni Rezza, sottolinea come la trasmissione del coronavirus avvenga specialmente attraverso droplets, delle minuscole goccioline che vengono emesse con il respiro, ma anche parlando, tossendo e starnutendo. Queste particelle viaggiano nell'aria, anche se genericamente per brevi distanze inferiori appunto a un metro, ma possono anche depositarsi sulle superfici o sugli oggetti che diventano quindi dei veicoli dell'infenzione.

Il documento presenta quindi una tabella che indica i tempi in cui il virus persiste sulle superfici. Ma si precisa: "Bisogna considerare che i dati in essa riportati, essendo generati da condizioni sperimentali, devono essere interpretati con cautela, tenendo anche conto del fatto che la presenza di RNA virale non indica necessariamente che il virus sia vitale e potenzialmente infettivo". Detto ciò, vediamo quali sono gli oggetti su cui il coronavirus può resistere più a lungo e quelli invece dove rimane solo per poco tempo.

Nella tabella si specifica sia per quanto tempo è stato possibile rilevare le particelle infette, ma anche dopo quanto queste sono scomparse dalle rilevazioni. Ad esempio, per carta da stampa e carta velina le goccioline di coronavirus vengono rilevate sulle superfici fino a 30 minuti, mentre non risultano più presenti dalle verifiche dopo 3 ore. Per i tessuti si va invece da 1 giorno a 2 giorni: stesse tempistiche anche per il legno. Sulle banconote le particelle di coronavirus possono rimanere fino a 2 giorni, mentre non sono più rilevate dopo 4 giorni. Su plastica e acciaio possono invece resistere fino a 4 giorni: scompaiono dalle rilevazioni dopo una settimana. Lo stesso vale per lo strato interno delle mascherine chirurgiche: per lo strato esterno i ricercatori spiegano solamente di aver rilevato le particelle fino a 7 giorni, ma di non saper ancora determinare dopo quanto tempo queste effettivamente scompaiano.

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