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Piantedosi annuncia nuovi Cpr: dove verranno realizzati e quando

Il ministro dell’Interno Piantedosi ribadisce l’intenzione del governo di realizzare nuovi Cpr: “la certezza è che contribuiranno tutti. Uno per regione. Nel Lazio in Realtà c’è già, a Ponte Galeria. Per la Campania invece abbiamo individuato un sito di interesse a Castelvolturno, stiamo valutando”.
A cura di Annalisa Cangemi
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Il ministro dell'Interno Piantedosi ne parla da mesi. Prima dell'estate dovrebbe arrivare un piano per individuare i luoghi in cui verranno realizzati nuovi Cpr. Lo ha detto oggi in un'intervista al Messaggero: "Abbiamo un elenco, ma prima di renderlo noto stiamo compiendo le ultime verifiche tecniche, come è stato per la realizzazione dei centri per il trattenimento di persone provenienti da Paesi terzi sicuri. A Pozzallo è già operativo, presto apriranno anche le strutture in Sicilia e in Calabria. Tornando ai Cpr, la certezza è che contribuiranno tutti. Uno per regione. Nel Lazio in Realtà c'è già, a Ponte Galeria. Per la Campania invece abbiamo individuato un sito di interesse a Castelvolturno, stiamo valutando".

Oltre quindi alle strutture di trattenimento di richiedenti asilo provenienti da Paesi sicuri, come è appunto il centro di Pozzallo, il titolare del Viminale ribadisce l'intenzione che il governo ha già esplicitato lo scorso settembre, cioè quella di realizzare nuovi Cpr, uno in ogni Regione: in questi centri il cittadino straniero sarà trattenuto fino a 18 mesi in attesa di esecuzione dei provvedimenti di espulsione.

Già all'inizio dell'autunno il governo aveva affidato ai prefetti il compito di individuare strutture idonee, lontane dai centri abitati e facilmente perimetrabili e sorvegliabili, possibilmente vicino agli aeroporti, per facilitare i rimpatri dei migranti. La capienza delle strutture dovrebbe essere secondo le prime ipotesi tra 50 e 200 persone, e saranno sorvegliati dalle forze di polizia.

I siti per i nuovi centri dovrebbero essere individuati tra caserme, aree militari dismesse, ex zone industruali o altri edifici. Spetta poi al ministero della Difesa, attraverso le proprie competenti articolazioni del Genio militare, l'impiego delle Forze armate e avvalendosi di Difesa Servizi spa, progettare e realizzare le strutture individuate dal piano. I tempi di realizzazioni però non sono certi.

Attualmente i Cpr in funzione sono 10: si trovano Bari, Brindisi, Caltanissetta, Roma, Palazzo San Gervasio (Potenza), Trapani, Gradisca d'Isonzo, Macomer (Nuoro), Milano e Torino (anche se quest'ultimo è temporaneamente chiuso per danneggiamenti).

Nuove misure di contrasto per i trafficanti di esseri umani

"I nostri tecnici stanno lavorando ad una soluzione che risponda alle indicazioni pervenute dal G7 concretizzando ulteriori misure di contrasto ai traffici di esseri umani. Ovviamente sempre declinando le azioni attraverso l'approccio innovativo rappresentato dal Piano Mattei. Un po' come abbiamo già fatto in Unione Europea, imponendo il tema al Consiglio. La riunione che presiederò con i colleghi di Usa, Regno Unito, Francia, Germania, Canada e Giappone si terrà ad ottobre, e quindi traccerà delle linee di cooperazione concreata, valorizzando la collaborazione tra le nostre forze di polizia", ha detto Piantedosi, parlando al quotidiano ‘Il Messaggero'.

"Un po' come facciamo nella lotta contro le organizzazioni criminali transnazionali che si occupano di altri tipi di traffici. E lo faremo condividendo con il resto del mondo l'insegnamento del giudice Giovanni Falcone, quel follow the money (segui i soldi) che usa le indagini finanziarie per arrivare ai vertici delle organizzazioni criminali. Ma anche sottolineando l'importanza della cosidetta capacity building. – ha aggiunto Pientedosi – Ovvero infittire la trama delle forze di sicurezza presenti nei Paesi di origine e transito. Un'azione di addestramento in buona sostanza, che permetta a questi Paesi non solo di aumentare la loro capacità investigativa ma pure, attraverso la fornitura di nuove dotazioni, di rinnovare la loro organizzazione interna. Il nostro obiettivo resta quello di contrastare un fenomeno che è intollerabile, e di farlo attraverso un approccio, il Piano Mattei, che ha carattere generale e non predatorio. Tutto questo per dire che chiunque vorrà adottare questo tipo di filosofia sarà il benvenuto accanto a noi, in Nord Africa come nel Sahel".

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