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Patto Italia-Albania, Majorino (Pd): “Pagliacciata per creare allarme migranti in campagna elettorale”

L’accordo Italia-Albania sulla gestione dei migranti durerà il tempo della campagna elettorale per le europee. È la previsione di Pierfrancesco Majorino, responsabile Politiche migratorie del Pd, a Fanpage.it: “Il governo è disastroso sul piano dell’immigrazione, ma purtroppo è anche molto lucido. La destra vuole dimostrare che siamo sempre di fronte al problema immigrazione”.
A cura di Luca Pons
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Prosegue il percorso dell'accordo tra Italia e Albania per la costruzione di due centri migranti in territorio albanese, ma sotto la gestione delle autorità italiane. Dopo la ratifica del Parlamento italiano è arrivata anche quella della controparte albanese, in entrambi i casi tra le contestazioni dell'opposizione. Pierfrancesco Majorino, responsabile Politiche migratorie del Partito democratico, ha detto a Fanpage.it che l'accordo servirà solo per il tempo della campagna elettorale, in vista delle europee di giugno: "Magari tra qualche anno non ve ne sarà più traccia. Alcuni hanno parlato di Guantanamo, ma per me non è cosi: sarà un Cpr a tempo, buono per farsi pubblicità". Nel frattempo, però, "spendendo molto, verranno calpestati i diritti umani".

A dicembre aveva detto a Fanpage.it che sperava che l'accordo con l'Albania saltasse del tutto. Alla fine la ratifica italiana è arrivata e anche la Corte e il Parlamento albanesi hanno dato l'ok. Per il governo Meloni è un successo?

È una pericolosa pagliacciata, altro che successo. L'accordo servirà solo a Meloni ad esibire in campagna elettorale il feticcio di un centro dove, spendendo molto, verranno calpestati i diritti umani.

Ora che inizia la fase di attuazione vera e propria dell'accordo, i primi eventuali risultati saranno un tema anche nella campagna elettorale verso le europee?

Il governo è disastroso sul piano dell'immigrazione, ma purtroppo è anche molto lucido. Sono aumentati gli irregolari e non abbiamo alcun processo organizzato nazionale di inclusione. Tuttavia, questo è un disegno. Perché la destra vuole dimostrare che siamo sempre di fronte al problema immigrazione. E quindi le cose vere, giuste, da fare non le fa: zero canali d'accesso regolari, zero piani nazionali d'integrazione, tanta gente per strada per fomentare l'allarme sociale. Oramai il giochino è questo. In più, c'è la mostruosità giuridica e sociale di questo accordo, che produrrà peraltro un curioso effetto collaterale: la grande maggioranza di quelli che verranno ammassati in Albania poi torneranno in Italia, quando sarà palese che non potranno essere rimpatriati.

L'attuazione doveva essere conclusa entro la primavera-estate di quest'anno, ma ci sono stati vari intoppi durante il processo di ratifica. Arriverà in tempo per le europee? 

Qualcosa ce lo troveremo in campagna elettorale. Poi magari tra qualche anno non ve ne sarà più traccia. Alcuni hanno parlato di Guantanamo, ma per me non è cosi: sarà un Cpr a tempo, buono per farsi pubblicità su Telemeloni. Come dicevo, serve per dare in pasto un osso ai cani. Quello che dice: eccoci, c'è l'invasione e la soluzione.

Sempre in tema di elezioni, le sembra che ci sia una ‘timidezza' da parte delle istituzioni europee a schierarsi sul progetto Italia-Albania? In Italia è molto contestato dalle opposizioni, ma le risposte dell'Ue e di alcuni grandi alleati sono state neutre o addirittura positive.

La Ue in materia migratoria è assolutamente su un binario morto. Non dice nulla sull'accordo e produce un patto che è una clamorosa occasione sprecata. Ci vuole più coraggio. Il Pd, che sta lavorando non casualmente a una proposta di legge per cancellare la Bossi-Fini e scommettere sull'immigrazione legale, lo ha. Altri molto meno.

Molti esperti di diritto, così come le organizzazioni umanitarie, hanno contestato diversi aspetti del progetto italo-albanese. Quali sono quelli che vi preoccupano di più?

Ribadisco: lesione dei diritti umani, scarsa politica di concertazione in ambito europeo, e pasticci connessi come il ping pong Italia-Albania-Italia nella destinazione dei migranti. Abbiamo invece bisogno di vie d'accesso legali e sicure, obbligo alla redistribuzione in Europa, superamento delle regole di Dublino e della Bossi-Fini da noi. E, sul piano culturale e civile, di una riforma della cittadinanza. Perché chi nasce in Italia è italiano.

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