A Lampedusa gli sbarchi continuano senza sosta, complice anche il tempo favorevole. All'alba sono arrivati altri 81 migranti sull'isola di Lampedusa, come fa sapere Mediterrean Hope, la federazione delle chiese evangeliche in Italia, su Twitter. Tra loro ci sono anche 4 donne e 3 bambine. "Le persone che hanno dichiarato di esser partite dalla Libia / Zuwara – scrive – erano originarie di Bangladesh, Senegal, Algeria, Siria, Marocco, Tunisia e Libia". Ma il numero delle persone arrivate sull'isola nella notte, a più riprese, sarebbe più alto.

In tutto i nuovi arrivati sono 100: il gruppo di questa mattina è il più numeroso, ma ci sono stati altri due sbarchi. I primi 81 sono sbarcati con un gommone, dopo essere stati lasciati al largo delle coste dell'isola da un peschereccio che stava tentando di fare rientro verso le coste del Nord Africa. Come ha confermato il Viminale la ‘nave madre' è stata intercettata e bloccata da una motovedetta della Guardia di Finanza. L'imbarcazione verrà trasferita in Italia, dove dovrebbe arrivare nel primo pomeriggio. Subito dopo si sono registrati altri due "mini sbarchi", con 12 e 7 migranti, ma non è ancora chiaro se siano da ricondurre al peschereccio sequestrato. Di questi 19 il gruppo di 12 persone è arrivato direttamente a terra, ed è stato bloccato dai carabinieri. I restanti 7 sono stati intercettati in mare; tre si sono lanciati in acqua nei pressi di Cala Pulcino. Due sono stati subito recuperati, un altro è riuscito a fuggire: le forze dell'ordine lo stanno ancora cercando.

È di ieri sera invece la notizia, diffusa da Alarm Phone, che era stato contattato da un'imbarcazione partita dalla Libia, di un gommone in difficoltà: a bordo c'erano circa 120 persone, incluse 15 donne e 6 bambini. Il call center attraverso il proprio profilo Twitter sottolineava di aver "informato le autorità italiane e la cosiddetta Guardia costiera libica, dato che l'Europa ha costantemente fallito nel rispondere a situazioni di pericolo in questa zona del Mediterraneo. La Guardia Costiera libica ha ricevuto le nostre informazioni ma non reagisce dalle 14.10". Solo parecchie ore dopo la Marina libica ha fatto sapere di aver preso in carico l'operazione: "Una motovedetta è uscita oggi per rispondere a una richiesta di soccorso ma non ho dettagli sull'operazione", ha detto Amr Ayob Ghasem, portavoce della Marina libica.

Ancora senza soluzione invece appare la situazione della Sea Watch 3, ferma da 9 giorni ormai in acque internazionali, a circa 15 miglia da Lampedusa. L'aereo Colibrì ieri aveva segnalato un gommone già affondato nel Mediterraneo, e l'ong tedesca non è condizioni di poter prestare soccorso: "C'è un disperato bisogno della Sea Watch 3 che invece resta al confine italiano senza un porto sicuro", ha twittato l'organizzazione. Oggi il vicepremier Matteo Salvini ha scritto a al presidente del Consiglio Conte, sollecitandolo affinché chiesa un intervento dell'Olanda. È necessaria, dice Salvini, una "nuova energica iniziativa di sensibilizzazione" nei confronti dei Paesi Bassi, visto che la nave batte bandiera olandese. "A fronte della presenza della nave Sea Watch 3 al largo delle nostre coste e della possibile evoluzione della situazione a bordo – scrive Salvini nella missiva inviata per conoscenza anche al titolare della Farnesina Enzo Moavero – ritengo necessario che la perdurante efficacia del provvedimento di divieto di ingresso, transito e sosta della nave nel mare territoriale nazionale sia accompagnata da un'energica nuova iniziativa di sensibilizzazione nei confronti dell'autorità dei Paesi Bassi, quale stato di bandiera".