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Elezioni politiche del 25 settembre 2022 in Italia
19 Settembre 2022
18:35

Matteo Renzi a Fanpage.it: “Mai al governo con Meloni, ma in una Bicamerale con la destra ci starei”

“Il Pd è il partito delle tasse, Meloni e Salvini attentano al vostro portafoglio”. Matteo Renzi, ex presidente del Consiglio e fondatore di Italia viva, è stato intervistato l’8 settembre dal direttore di Fanpage.it, Francesco Cancellato.
A cura di Luca Pons
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"Il Pd doveva scegliere: o far l'accordo con noi, o con i 5 stelle. Invece è rimasto nel mezzo e ha finito per allearsi con Di Maio e Fratoianni. Povero Pd". Lo dice Matteo Renzi, ex presidente del Consiglio e fondatore di Italia viva, in un'intervista con il direttore di Fanpage.it, Francesco Cancellato, che si è svolta l'8 settembre. "Io non ho fatto nessun tipo di campagna contro il Pd, anzi, tutti i giorni Letta mi attacca. È una questione personale? Sì, nel caso di Letta è anche un fatto di rancore personale".

Sul suo vecchio partito, Renzi afferma "mi dispiace vedere il Pd che fa quello che sta facendo, perché è diventato il partito delle tasse. La prima proposta che fa è aumentare la tassa di successione con una sorta di neo-patrimoniale, io non sono d'accordo. Se vuoi alzare le tasse senza diminuire la pressione fiscale in altri settori, stai distruggendo l'economia del paese". Sul centrodestra, invece, sostiene che "Salvini e Meloni non attentano alla libertà e alla democrazia, come dice il Pd", ma piuttosto "attentano al vostro portafoglio".

Per questo, Renzi promette che Azione e Italia viva non sosterranno un governo guidato dal centrodestra: "Non appoggeremo un governo Meloni, o Salvini, o metteteci il nome che volete". L'unica alternativa è "un governo Draghi. Lui è il metodo della competenza, della serietà. Dice le cose che servono, non le cose che piacciono".

Un punto che Renzi condivide, però, con le proposte del centrodestra, è una riforma costituzionale che abbandoni il bicameralismo perfetto e la repubblica parlamentare: "L'unico modo per avere un paese civile è fare una riforma costituzionale e una legge elettorale come quella dei sindaci: si va al ballottaggio e chi vince governa. Della proposta di Meloni approvo l'idea di una bicamerale, un metodo condiviso per scrivere le riforme, ma rispetto al presidenzialismo alla francese preferisco l'elezione diretta del premier".

Per il resto, però, Azione e Italia viva vogliono allontanarsi sia dalla destra che dalla sinistra: "La mia cultura politica è quella di Blair, Clinton, Obama, la sinistra riformista che ha segnato la storia del pianeta negli ultimi 30 anni. Ma nel partito ci sono altri che vengono da Forza Italia, che hanno creduto nel disegno di Berlusconi e oggi non vogliono vedere Forza Italia andare a rinvigorire la fiamma della Meloni".

E a proposito di programma elettorali, "il nostro è l'unico a parlare di pandemia", dice Renzi. La proposta è di richiedere nuovi fondi europei, "non solo per gestire le emergenze e le liste d'attesa, ma anche perché – lo dico nonostante la scaramanzia – ci sarà una prossima pandemia. E per la prossima pandemia devi investire ora, se no finisci dietro a Conte, ai banchi a rotelle, ai ventilatori cinesi malfunzionanti e alla gestione modello Arcuri".

Una delle questioni più controverse che ha interessato Matteo Renzi negli ultimi anni è quella degli stretti rapporti con Mohammed Bin Salman, principe ereditario dell'Arabia Saudita che secondo l'intelligence degli Stati Uniti sarebbe dietro l'uccisione del giornalista Jamal Kashoggi. Nei giorni successivi alle elezioni ci sarà un nuovo incontro internazionale a Riad, in Marocco, organizzato da Bin Salman: "Compatibilmente con l'attività professionale e se mi invitano, certamente ci andrò", dice Renzi.

Il punto è che per la politica estera, "gli incontri internazionali sono utili perché si impara. Noi abbiamo una classe dirigente che non si occupa più di politica estera. Abbiamo un ministro degli Esteri che invece di occuparsi della Libia pensa a fare campagna elettorale. In questo momento credo che avremmo bisogno di uno sguardo sulla Libia, sull'Ucraina, su Taiwan, sul mondo arabo". Sull'Arabia Saudita nello specifico, invece, "è un paese che sta attraversando una grande trasformazione. Vedremo se tra qualche anno il giudizio su questo processo di trasformazione sarà positivo, come io ritengo. Su certe questioni si fanno polemiche ma, a distanza di anni, ci si ritorna con più serenità. Sono risposte che darà la storia".

Renzi ha un commento anche su Putin, sempre in tema di politica estera: "Chi dice che Putin è pazzo non si rende conto di quanta strategia politica ci sia dietro alla sua visione. Strategia che io non condivido", chiarisce Renzi, "ma lui crede di poter spostare l'asse del mondo verso Est. Quindi guarda molto più alla Cina e all'India: sono 3 miliardi di persone, mentre in Europa sono 500 milioni. E ha fatto un investimento in Africa: il risultato è che 20 paesi su 54 del continente africano non hanno votato le sanzioni alla Russia, il primo giorno".

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