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Omicidio Giulia Cecchettin

Giulia Cecchettin, dopo il femminicidio boom di chiamate al 1522: in aumento richieste d’aiuto dei genitori

Boom di richieste di aiuto alla help line violenza e stalking 1522, dopo il caso di Giulia Cecchettin. Non solo adolescenti, ma anche molti genitori hanno chiesto aiuto al servizio negli ultimi due giorni.
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A cura di Annalisa Cangemi
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Omicidio Giulia Cecchettin

Dopo il femminicidio di Giulia Cecchettin, massacrata dall'ex fidanzato Filippo Turetta e ritrovata cadavere nella giornata di sabato 18 novembre, sono raddoppiate le richieste d'aiuto al 1522: dalle 200 telefonate quotidiane si è arrivati alle 400, con picchi tra 450 e 500 se si considerano anche quelle fatte con chat ed App.

A dirlo è Arianna Gentili, responsabile della help line violenza e stalking 1522, servizio pubblico promosso dalla presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Pari Opportunità. Oltre alle adolescenti, sono aumentate le richieste da parte dei genitori, in particolare dalle mamme, che temono per l'incolumità delle figlie dopo il caso di Giulia Cecchettin.

L'aumento delle telefonate è cominciato proprio il giorno del ritrovamento del corpo senza vita di Giulia. "Di solito questo boom di telefonate – ha sottolineato la responsabile del 1522 Gentili all'Ansa – lo tocchiamo tra il 24/25 e 26 novembre per la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. Quest'anno l'eco mediatico del femminicidio di Giulia ha fatto anticipare il picco. E questo perché in tante si sono identificate nella sua situazione. Giulia era una ragazza normale e come lei tante ragazze hanno lasciato il fidanzato e si ritrovano nella sua situazione".

Si è registrato anche il raddoppio delle richiesta dei genitori: "Da sempre riceviamo telefonate da parte di genitori e parenti – ha ricordato – ma questa morte ha fatto risuonare ancora di più quella paura che avevano. La percezione che tua figlia sta subendo qualcosa di grave, di fronte a un fatto così drammatico, porta fuori quella paura".

La responsabile del servizio ha raccontato la sua esperienza diretta: "L'altro pomeriggio ho risposto in un'ora a dieci telefonate in fila tutte da parte di madri che mi raccontavano che le figlie avevano da poco lasciato il compagno e che questo aveva cominciato a chiamarla, se lo ritrovavano fuori da scuola, sotto casa. La paura più grande dei genitori è l'impotenza. Avere la sensazione che tua figlia è in pericolo ed avere la frustrazione di non sapere come intervenire". 

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