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Inchiesta in Liguria e arresto di Giovanni Toti

Crosetto dice che il buco da 200 miliardi del Superbonus è più grave dei 79mila euro contestati a Toti

“Ci sono responsabilità politiche che sono molto più gravi dei 79mila euro contestati a Toti di finanziamento lecito. Se ha sbagliato Toti pagherà, ma vorrei che qualcuno pagasse se sbagliando ha fatto un buco da 200 miliardi con il Supebonus”: lo dice il ministro Crosetto.
A cura di Annalisa Girardi
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Il ministro delle Difesa, Guido Crosetto, commenta il caso di Giovanni Toti, agli arresti domiciliari con l'accusa di corruzione, e si dice contrario alla misura cautelare: "L'arresto preventivo è uno strumento che secondo me non è giusto". Ospite della trasmissione In Mezz'Ora su Rai 3, il cofondatore di Fratelli d'Italia, afferma: "Sono stato contro l'arresto di Pittella che è avvenuto negli stessi modi e che poi si è rivelato innocente. Sono stato contro l'arresto di presidenti di Regione del centrosinistra che si sono dimessi anche loro e che poi sono rivelati innocenti. Sono contro l'arresto di Toti che non so se si arriverà colpevole o innocente, non sta a me dirlo, ma ritengo che l'arresto debba avvenire alla fine di un giudizio".

E ancora: "L'arresto rende impossibile una scelta, perché se uno non può fare il governatore, alla fine se vuole bene alla sua regione è obbligato a dimettersi. Ma non è lui a scegliere. Ha scelto qualcun altro per lui, utilizzando un potere che la legge dà in pochissimi casi. L'arresto preventivo è un potere enorme che ha un magistrato e che viene normalmente legato a persone che possono ripetere delitti gravi, poter scappare, poter inquinare le prove. Cosa che in questo caso è evidente a tutti, non è così".

Crosetto tira poi in ballo il Superbonus. "200 miliardi di buco e nessuno se ne è accorto. Capisco che era un periodo in cui tutto passava in cavalleria visto che i problemi sembravano altri, però ci sono responsabilità politiche che sono molto più gravi dei 79mila euro contestati a Toti di finanziamento lecito. Se ha sbagliato Toti pagherà, ma vorrei che qualcuno pagasse se sbagliando ha fatto un buco da 200 miliardi", ha detto, definendo l'eredità dell'incentivo edilizio come una "bomba atomica".

Non solo il caso Toti. Crosetto interviene anche sul difficile scenario geopolitico. Sul conflitto in Medio Oriente dice che "è molto pericoloso l'integralismo di una parte del governo israeliano" e di essere per la soluzione dei due Stati: "Pensiamo non esista altra possibilità che un autogoverno palestinese. Siamo disposti a partecipare con altre forze internazionali che non possono essere solo occidentali, devono essere asiatiche, occidentali e arabe, a fare un'operazione come è stata fatta per Unifil in Libano, cioè a fare da cuscinetto per una prima fase, ma sapendo che dovrà essere amministrata dai palestinesi. Dobbiamo anche puntare sulla pace, sulla volontà di quel popolo di avere pace ed una vita normale".

Infine il ministro della Difesa parla delle prossime elezioni europee, dell'8 e 9 giugno: "Per l'Europa spero in un'alleanza che comprenda il centrodestra e la destra, perché l'alleanza che ha governato finora ha fatto scelte drammatiche. L'ideologia di Timmermans ha distrutto l'industria europea. Noi eravamo la prima industria dell'auto al mondo, ora siamo distrutti. L'auto è all'80% cinese.  Non possiamo amministrare l'Europa inseguendo un'ideologia irraggiungibile e dimenticando i destini dei popoli. Serve un'Europa più vicina ai cittadini ed in questo penso sia fondamentale l'apporto dei Conservatori".

Sulle ultime polemiche in merito alla mancata firma italiana della dichiarazione congiunta dell'Ue per la tutela dei diritti della comunità Lgbtq+, il ministro conclude: "Sono per la libertà totale. La libertà di scelta delle singole persone significa anche la volontà di non influenzare le altre persone. Io odio qualunque idea quando diventa ideologia. Il modo con cui una parte porta avanti l'ideologia gender sta rischiando di distruggere l'altra parte. Io non penso che dovremmo pensare di evitare di definire le bambine o i bambini a scuola. Sì alla scelta di ogni persona di essere quello che vuole essere, ma non togliamo un pezzo della nostra cultura e della nostra storia".

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