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La morte di Luigi Caiafa a Napoli
6 Ottobre 2020 12:33

Napoli, il video della rapina nella quale è morto Luigi Caiafa ucciso da un poliziotto a 17 anni

Morte di Luigi Caiafa, rapinatore diciassettenne ucciso durante una rapina a Napoli, ecco il video. La Procura della Repubblica ha autorizzato la divulgazione del filmato relativo alla rapina commessa lo scorso 4 ottobre in via Duomo. Appello della questura di Napoli: "Chiunque sappia qualcosa in più si faccia avanti".
A cura di Ciro Pellegrino
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La morte di Luigi Caiafa a Napoli

Morte di Luigi Caiafa, rapinatore ucciso da un poliziotto durante una rapina a Napoli, ecco il  video della rapina finita in tragedia.  La Procura della Repubblica guidata da Giovanni Melillo ha autorizzato la divulgazione delle immagini relative alla rapina commessa lo scorso 4 ottobre in via Duomo.  "Si invita chiunque sia in grado di rendere informazioni utili a contattare il più vicino ufficio di Polizia", si legge in una nota della questura di Napoli.

Il video della rapina finita in tragedia

Cosa si vede nel video? Si tratta della telecamera di videosorveglianza di un centro revisioni auto posto proprio alla fine di via Duomo quasi incrocio con via Marina. Sono le 4.25 del mattino, l'auto delle vittime, una Mercedes Classe A, è ferma quando si avvicina uno scooter  contromano, ci sono due giovani col volto coperto da casco. La zona è bene illuminata, quindi le immagini sono molto chiare. Si vede uno dei giovani mettere la testa nel finestrino per minacciare le persone nell'auto. Sulla destra dello schermo ad un certo punto emerge una figura veloce, è uno dei poliziotti dei Falchi in appostamento con una auto senza insegne d'istituto. Si vede chiaramente che punta l'arma.

Non è lui che spara: sempre in alto a destra si vede un'ombra che si muove velocissima, si vedono solo i piedi, è un altro agente di polizia: erano in tre sull'auto civetta della questura; secondo fonti di Fanpage.it si trattava di un servizio ‘dedicato' cioè volto a individuare e arrestare rapinatori seriali operanti in zona. Ed è, presumibilmente, in quel momento che ci sono i colpi d'arma da fuoco esplosi dall'agente, non inquadrati. Tant'è che ad un certo punto l'agente inquadrato, abbassa l'arma, rendendosi conto che non vi è più motivo per tenerla alta. Altro particolare. Minuto 4, secondo 26, centesimo 27: sul lato della vettura  vicino al marciapiede, nella parte alta dello schermo, si vede mentre lo scooter va via un lampo, velocissimo. Potrebbe essere l'esplosione del colpo a salve della pistola replica in uso ai rapinatori? Sono elementi che potranno chiarire solo analisi più approfondire incrociate con le testimonianze e le perizie balistiche.

Cosa accade dopo la rapina

I fatti successivi non sono nel video rilasciato dalla Procura, ma sono noti: Caiafa muore sul colpo, colpito presumibilmente alla gola (dirimente sarà l'autopsia) il suo complice Ciro De Tommaso, 18 anni, figlio del pregiudicato detenuto Gennaro, detto Genny ‘a carogna, ex capo ultras, è arrestato. Lo scooter è stato sequestrato ed  è risultato rubato; l'arma in uso ai rapinatori è risultata una replica, somigliante a quella vera ma senza la possibilità di esplodere colpi d'arma da fuoco. L'agente che ha ucciso il diciassettenne attualmente è indagato per eccesso colposo ​di legittima difesa. Si tratta di un poliziotto – riferiscono alcuni suoi colleghi a Fanpage.it  – capace ed esperto. È emerso durante la perquisizione avvenuta dopo l'arresto che il figlio di Genny ‘a carogna aveva anche un coltello durante la rapina: per il giovane sono stati confermati gli arresti, è stato ritenuto «con personalità criminale».

Ciro De Tommaso ha ammesso la rapina

 Come confermato a Fanpage.it dal suo avvocato difensore Nello Sgambato, Ciro De Tommaso ha ammesso la rapina ed ha altresì ha riferito anche di non aver visto la paletta segnaletica della Polizia di Stato né di aver aver sentito pronunciare «alt polizia» da parte delle forze dell'ordine. Egli ha riferito di aver sentito due-tre colpi di pistola. De Tommaso ha reso dichiarazioni spontanee ma si è  avvalso della facoltà di non rispondere ma ha rilasciato dichiarazioni spontanee nel corso dell'udienza di convalida del suo arresto in flagranza.

Perché la questura cerca testimoni

Diffondendo il video, la questura di Napoli con una nota ha invitato, di concerto con la Procura, "chiunque sia in grado di rendere informazioni utili a contattare il più vicino ufficio di Polizia". Dunque non è chiara la dinamica? In parte lo è – anche grazie alla videosorveglianza privata-  ma si cercano altri occhi, da altre prospettive, per incrociare notizie ed arrivare ad una definizione della dinamica il più possibile precisa. Si tratta di una zona popolosa: anche se erano le 4 del mattino ci sono palazzi a molti piani e qualcuno si potrebbe essere affacciato in quel momento.  La zona è vicinissima al Borgo degli Orefici ,area  sorvegliata di notte e di giorno da vigilantes in moto. Altro elemento: per molti anni i porticati del palazzo alla fine di Duomo di notte ‘ospitavano' giovani seduti a bere una birra o fumare hashish. La traversa immediatamente precedente l'incrocio con Via Duomo-Via Marina collega la zona col borgo di Sant'Eligio ed è un continuo andi-rivieni di notte e di giorno di scooter. Insomma, anche se in piena notte, quella zona di Napoli solitamente brulica di persone.

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