Truffe agli anziani, 7 arresti. Indagata fugge dopo interrogatorio, presa mentre tenta altro colpo

Blitz della Polizia contro una banda specializzata in truffe agli anziani; 7 arresti, sono accusati di nove episodi in varie regioni d’Italia.
A cura di Nico Falco
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Frame delle registrazioni delle telecamere nelle indagini sulle truffe agli anziani
Frame delle registrazioni delle telecamere nelle indagini sulle truffe agli anziani

Una degli indagati era stata sottoposta all'interrogatorio preventivo e, quindi consapevole delle indagini a suo carico e della probabilità di finire in manette a breve, era scappata a Livorno, dove è stata arrestata mentre tentava l'ennesima truffa. Emerge anche questo dall'indagine della Squadra mobile (diretta da Giovanni Leuci) e della Procura di Napoli (settima sezione, procuratore aggiunto Pierpaolo Filippelli) che ha portato all'arresto di sette persone, accusate di avere messo a segno nove truffe ai danni di anziani in tutta Italia.

Truffe agli anziani, 7 arresti: vittime in tutta Italia

Le vittime preferite del gruppo erano le anziane sole, alcune vedove. La tecnica, sempre la stessa: il truffatore contattava telefonicamente l'obiettivo, qualificandosi come maresciallo dei Carabinieri o avvocato, e gli raccontava che un suo parente aveva causato un un incidente; per fare ancora più leva sulla preoccupazione, gli veniva detto che ad essere rimasto ferito in modo grave era un bambino o una donna incinta.

L'obiettivo era di terrorizzarle, di "farle piangere" in modo che cedessero più facilmente. Quando la vittima era già presa dal panico, arrivava la proposta: per evitare il carcere al familiare avrebbe potuto pagare, in contanti o gioielli. Soldi che sarebbero serviti come risarcimento o come cauzione; una possibilità che in Italia non è prevista. Quindi era il turno dei "cavallini", alcuni dei quali anche minorenni, che si presentavano in casa delle vittime per ritirare denaro e quant'altro avesse potuto concorrere al raggiungimento della somma comunicata.

Anche dopo la truffa, hanno appurato gli investigatori, i criminali continuavano a tenere al telefono le vittime: era un sistema per evitare che avessero contatti con altre persone e quindi che scoprissero il raggiro e lanciassero l'allarme. Il alcuni casi il bottino è stato anche di diverse decine di migliaia di euro.

Il telefonista era già arresti domiciliari

Gli investigatori della Mobile napoletana hanno ricostruito nove truffe, dal dicembre 2024, ai danni di anziani residenti nelle province di Alessandria, Verbania, Pistoia, Lucca, Pesaro Urbino, Ancona e Lecce. Le sette persone arrestate hanno tra i 25 e i 58 anni. La base operativa era a Napoli e, ai vertici dell'organizzazione, c'erano due pregiudicati residenti nel rione Pallonetto di Santa Lucia e a Ponticelli; secondo gli inquirenti, lavorando insieme avevano architettato truffe tra Piemonte, Toscana, Marche e Puglia.

Il pregiudicato del Pallonetto avrebbe fatto anche da "telefonista" nonostante fosse già sottoposto agli arresti domiciliari; lo stesso avrebbe reperito i complici, tra cui anche un minorenne.

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