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Presidenza Fico in Regione Campania

Regione Campania, Fico prepara i tagli ai fondi per le Fondazioni. Azzerata la “legge Scabec”. Ma c’è il caso Polis

Fico annuncia controlli su fondazioni e partecipate regionali: ricognizione sui finanziamenti, stop alla “legge 28” e nuovo sistema unico per l’accesso ai contributi.
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Roberto Fico lo aveva già detto in sede di presentazione del bilancio di previsione e c'è una delibera che prepara la "scure" sulle aziende partecipate della Regione Campania, che saranno sempre più ad amministratore unico e senza CdA. Ieri in Commissione Bilancio il governatore è stato ancora più chiaro: la ricognizione è iniziata. Si parte dalla Fondazioni partecipate dall'Ente regionale e cui arrivano soldi: cosa fanno davvero? Come lo comunicano e a chi? Sono realtà che producono effettivamente qualcosa o sono solo buone perché danno del lavoro a persone?

Fico non è entrato nello specifico di questa o quella associazione o fondazione, ma ha fatto l'esempio di realtà che percepiscono migliaia di euro dalla Regione, magari per anni di eventi eppure hanno pagine social in cui l'ultima attività risale al 2020 o dovevano produrre cortometraggi finanziati e mai realizzati. Il governatore sostiene una sua convinzione: va standardizzato il percorso che porta ai finanziamenti regionali: tutti devono poter richiedere contributi,  con un unico sistema di accesso, «niente fondi a chi ha i potenti a protezione».

In quest'ottica, del resto, si inscrive l'azzeramento della posta in bilancio per la «legge 28», quella che durante il decennio di Vincenzo De Luca, istituiva «un fondo per il sostegno di iniziative culturali, eventi, memoria e valorizzazione degli spazi pubblici». Una sorta di "legge mancia" che finanziava tutto e il contrario di tutto.  La gestione delle domande negli ultimi anni era passata dalla commissione interna alla gestione nelle mani dei vertici Scabec, società in house della Regione  impegnata nella promozione del patrimonio culturale campano. Al nuovo inquilino di Palazzo Santa Lucia tutto ciò non piaceva affatto, tant'è che i circa 2 milioni circa che di solito la legge 28 portava in pancia sono passati a zero con un tratto di penna.

In quest'atmosfera si inscrive il caso della Fondazione Pol.i.s. (Politiche Integrate di Sicurezza) , ente senza scopo di lucro regionale, istituito nel 2008 per attuare le politiche regionali di sicurezza, legalità, riutilizzo sociale dei beni confiscati e sostegno alle vittime innocenti della criminalità. Polis opera attraverso alcune regionali, tra cui spiccano la  54/2018 per il sostegno socio-educativo alle vittime e la 15/2020 sui punti lettura. Bruna Fiola, presidente della commissione Politiche Sociali, esponente del Pd, a più riprese ha manifestato la voglia di capire nel dettaglio determinate dinamiche gestionali di Polis (presidente don Antonio Palmese, segretario generale Enrico Tedesco).

Nei giorni scorsi i vertici della fondazione che si occupa delle famiglie con vittime innocenti di camorra hanno interloquito sia con Fico che con alcuni consiglieri di maggioranza. Motivo: la preoccupazione che saltassero i finanziamenti, cosa che non sarebbe nei progetti di Palazzo Santa Lucia.

La riunione della Commissione Bilancio
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