Paupisi, il figlio scampato alla strage familiare: “Per adesso non è mio padre, per me rimane Salvatore”

"Per adesso non è mio padre, per ora è Salvatore": a parlare è Mario Ocone, scampato alla strage familiare perché era al Nord per lavoro quando il padre, Salvatore Ocone, ha ucciso con una pietra la moglie, Elisa Polcino, e il figlio minore, Cosimo; unica sopravvissuta è l'altra figlia, Antonia, anche lei ferita gravemente alla testa, che ieri è tornata a casa dopo un lungo periodo di riabilitazione.
Intervistato durante la trasmissione "Dentro la notizia" dal conduttore Gianluigi Nuzzi e dall'inviato Vincenzo Rubano, Mario Ocone ha raccontato delle condizioni della sorella, che ha dovuto subìre diverse delicate operazioni alla testa. "Antonia è tornata ieri sera dall'ospedale di Pozzilli e ha fatto un bel miglioramento – ha detto – si sta riprendendo sia a livello motorio che cognitivo. Sta migliorando e si spera che possa migliorare ancora di più". Ad annunciare il rientro a casa, sui social, era stato il sindaco di Paupisi, Salvatore Coletta.
Quel 30 settembre scorso Salvatore Ocone sorprese nel sonno la moglie e i due figli; poi caricò i ragazzi in automobile e si allontanò. Venne intercettato dalle forze dell'ordine in un campo al confine col Molise; Cosimo era già morto mentre Antonia, seppur in gravissime condizioni, era ancora viva e venne immediatamente soccorsa.
Sul momento in cui la sorella si è svegliata dal coma, Mario ha ricordato: "Parole non ne ha pronunciate molte, però è bastato il suo sguardo e il suo sorriso per farmi capire tutto, per farmi capire l'emozione che aveva nel vedermi. Io le ho detto che le saremmo stati vicini, io, mia zia, tutti i familiari, tutti gli amici, tutta la comunità di Paupisi. Speriamo che possa continuare la sua ripresa". "Per i primi periodi – ha concluso – ho avuto molta rabbia in corpo, sono stato male. Adesso siamo molto felici che mia sorella sia ritornata, in questi giorni siamo molto felici. Non ho ancora avuto contatti con mio padre, mi ha chiesto di andare in carcere ma per il momento non ho accettato".