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Omicidio Luigi Esposito

Omicidio del giornalista Luca Esposito, parte analisi sui telefoni per ricostruire rapporti con l’assassino

È stato conferito l’incarico per le copie forensi dei cellulari di Luigi “Luca” Esposito e di Ridha Rahmounim, il 26enne reo confesso dell’omicidio: l’analisi sarà fondamentale per ricostruire il tipo di rapporto che intercorreva tra i due e potrebbe portare elementi preziosi agli inquirenti.
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A cura di Nico Falco
Luigi "Luca" Esposito
Luigi "Luca" Esposito
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Come si erano conosciuti, che tipo di rapporti avevano, se effettivamente c'erano state delle avances e di che tipo: sono tutti interrogativi la cui risposta potrebbe arrivare dall'analisi dei telefoni cellulari di Luigi Esposito, detto Luca, il giornalista ucciso e dato alle fiamme ad Eboli (Salerno), e di Ridha Rahmounim, il 26enne tunisino scovato dai carabinieri pochi giorni dopo e reo confesso dell'omicidio. L'incarico per effettuare le copie forensi dei terminali è stato conferito questa mattina, 28 luglio; i risultati dovrebbero arrivare entro 45 giorni, è probabile che vengano depositati tra fine settembre e inizio ottobre; nello stesso periodo potrebbe arrivare la relazione completa sull'autopsia.

Il corpo di Esposito, 53 anni, giornalista sportivo noto nel Salernitano, è stato trovato nella notte tra il 18 e il 19 luglio in località Cioffi, area di campagna del comune del Salernitano; devastato dalle fiamme, inizialmente non era stato possibile nemmeno stabilire il sesso. Una indicazione sull'identità era arrivata dalla presenza dell'automobile del giornalista, parcheggiata poco distante. Rahmounim è stato invece rintracciato dai carabinieri all'alba del 25 luglio in un casolare abbandonato della zona e sottoposto a fermo; nella struttura sono stati rinvenuti il cellulare e una carta di credito di Esposito e una impronta digitale del tunisino è stata repertata sul portabagagli dell'automobile della vittima.

L'udienza di convalida per il 26enne si è tenuta ieri mattina, 27 luglio; l'uomo è comparso davanti al gip assistito dal suo avvocato, Giovanni Mauri, e, alla presenza di un interprete in quanto non parla italiano, ha fornito alcuni chiarimenti relativi alla sua conoscenza con la vittima e al tipo di frequentazione; il fermo è stato convalidato e il gip ha disposto la custodia cautelare in carcere. Rahmounim avrebbe riferito di avere agito per sottrarsi alle avances che avrebbe fatto Esposito. Secondo la sua versione, il giornalista avrebbe avuto rapporti sessuali a pagamento anche con suoi connazionali e lui avrebbe voluto anche bloccare questo giro di prostituzione, in quanto fortemente contrario ai principi della religione islamica. Si tratta, naturalmente, di elementi che dovranno passare al vaglio della Procura di Salerno, che coordina le indagini affidate ai carabinieri.

Le ipotesi di reato contestate al giovane sono di omicidio volontario, con le aggravanti della premeditazione e della crudeltà, oltre che di soppressione di cadavere. Un quadro accusatorio che, però, potrebbe cambiare alla luce degli elementi provenienti dall'analisi dell'autopsia e dei telefoni cellulari. Si dovrà stabilire, soprattutto, se c'è stata intenzionalità di uccidere e se Esposito fosse ancora vivo quando il corpo è stato dato alle fiamme, come suggerirebbe la presenza di fumo nei polmoni che sarebbe stata riscontrata nelle prime fasi dell'esame autoptico.

Al momento la salma di Esposito non è stata ancora liberata. Le sorelle Ida e Francesca (assistite dall'avvocato Annalisa Califano), in attesa di poter porgere l'ultimo saluto a seguito del placet della magistratura, hanno chiesto a più riprese che sia fatta chiarezza sull'omicidio.

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