La famiglia del piccolo Domenico, morto al Monaldi, non parteciperà alla commemorazione voluta dall’ospedale

La famiglia di Domenico Caliendo, il bimbo di due anni e mezzo morto dopo un trapianto di cuore fallito al Monaldi, non parteciperà alla commemorazione che l'ospedale napoletano ha programmato per domani, primo aprile. A farlo sapere è un comunicato della Fondazione Domenico Caliendo. La decisione arriva dopo un botta e risposta tra l'avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, e l'Azienda Ospedaliera dei Colli (di cui fa parte il Monaldi), in merito alla richiesta risarcitoria da 3 milioni di euro presentata dalla famiglia del bambino.
Nei giorni scorsi, infatti, dopo una lettera aperta diffusa dal legale, che aveva lamentato il silenzio dell'ospedale, il Monaldi aveva ribattuto sostenendo che la richiesta fosse stata presa in carico e fossero in corso le valutazioni. "La famiglia Caliendo-Mercolino e il direttivo della Fondazione Domenico Caliendo – si legge nella nota diffusa – anche alla luce delle dichiarazioni intercorse a mezzo stampa nei giorni scorsi, hanno ritenuto di non aderire all'invito alla cerimonia di commemorazione in onore di Domenico prevista per domani, primo aprile, presso l'Ospedale Monaldi di Napoli, e non saranno pertanto presenti".
Che il motivo sia riconducibile alle tensioni degli ultimi giorni lo si evince anche dal prosieguo del comunicato: "Pur apprezzando l'iniziativa, ci si riserva l'opportunità di ulteriori incontri con lo staff dell'A.O. dei Colli solo dopo l'8 aprile, quando l'avvocato Francesco Petruzzi su delega della famiglia Caliendo incontrerà i vertici del Monaldi". L'avvocato nei giorni scorsi aveva sostenuto anche che il Monaldi aveva tentato, dialogando direttamente con la i genitori del bambino, di creare una spaccatura col difensore.