L'ultima volta era stato visto il 13 febbraio scorso, quando era salito in macchina di un amico. Da quel momento in poi è scomparso nel nulla: telefono muto, nessun contatto. La moglie aveva sporto denuncia il giorno dopo, ma nemmeno le forze dell'ordine erano riuscite a rintracciarlo. Quello che gli era successo è emerso dalle indagini: Vincenzo Pellino, ritenuto affiliato ai Pezzella di Cardito (Napoli), è stato ucciso, vittima di lupara bianca. E ad ammazzarlo e a far scomparire il suo corpo sono stati i membri del suo stesso clan: una epurazione interna.

Per quell'omicidio i carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna, in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare del gip di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, hanno arrestato Bernardino Crispino, 34 anni, di Frattamaggiore, anche lui ritenuto vicino al clan Pezzella, l'uomo con cui Pellino si era allontanato il 13 febbraio; è accusato di omicidio volontario in concorso, occultamento di cadavere, porto e detenzione illegale di arma da fuoco, con l'aggravante mafiosa.

Le indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e condotte dai militari di Castello di Cisterna, sono state avviate dopo la denuncia della moglie di Pellino. La donna si era rivolta ai carabinieri di Frattamaggiore spiegando che il marito era sparito il giorno precedente e che non riusciva a contattarlo in nessun modo. Dagli accertamenti è emerso che Pellino era stato attirato in trappola e ucciso a colpi di pistola dall'indagato e da un'altra persona non ancora identificata e che il suo corpo è stato fatto sparire.