L’ospedale Monaldi riscrive le tutele legali per i medici: meno copertura nei procedimenti penali

Mentre la Procura di Napoli indaga ancora sulla morte del piccolo Domenico Caliendo, il bambino di due anni deceduto all'ospedale Monaldi dopo un trapianto di cuore andato tragicamente storto – ci sono 7 medici indagati – l'Azienda Ospedaliera dei Colli in questi mesi ha riscritto le regole con cui tutela i propri dipendenti nei procedimenti giudiziari.
Il 28 gennaio 2026, la Direzione Generale guidata da Anna Iervolino, ha revocato il regolamento sul patrocinio legale in vigore dal luglio 2021 e lo ha sostituito con uno nuovo. La tempistica, sia chiaro, non è necessariamente legata alla vicenda Caliendo: la delibera numero 57 recepisce infatti nuovi contratti collettivi nazionali firmati nell'ottobre 2025, e una revisione regolamentare era tecnicamente dovuta.
Tuttavia il contenuto del nuovo testo, visionato da Fanpage e confrontato con quello precedente, racconta una filosofia di tutela sensibilmente diversa, e non necessariamente più favorevole ai dipendenti che attualmente si trovano sotto inchiesta.
Il cambiamento più rilevante riguarda il concetto di conflitto di interessi, che è la chiave di volta dell'intero istituto. Che significa? L'Azienda ospedaliera paga le spese legali del medico indagato soltanto se difendere lui equivale a difendere sé stessa.
Non solo: il nuovo testo aggiunge casi di conflitto che il vecchio regolamento non prevedeva. Tra questi, uno colpisce particolarmente nel contesto della vicenda Caliendo: quando la Procura della Repubblica individua l'Azienda stessa come persona offesa dal reato attribuito al dipendente, l'ospedale non è più tenuto a coprirne le spese legali.
È uno scenario tutt'altro che teorico in procedimenti per morti in ospedale, situazioni in cui l'ospedale può trovarsi nella doppia veste di soggetto indirettamente responsabile e di vittima istituzionale del comportamento del singolo. Analoga esclusione scatta quando l'Azienda ospedaliera sia stata condannata al risarcimento del danno per fatti per i quali il dipendente è stato invece assolto in sede penale.
Il nuovo regolamento introduce poi un elenco tassativo di ipotesi in cui la copertura legale dell'ospedale è esclusa a prescindere dall'esito del procedimento: patteggiamento, prescrizione, decreto penale di condanna, amnistia, indulto, oblazione, sospensione condizionale della pena, morte del reo, remissione della querela. Nel testo del 2021 questo elenco non esisteva. Si trattava di una lacuna che, nella pratica, lasciava spazio a interpretazioni più favorevoli al dipendente.
Sul fronte delle aggressioni al personale sanitario, invece, il nuovo regolamento introduce una tutela assente nel 2021: se un dipendente viene aggredito da terzi durante il servizio, l'Azienda assume integralmente i costi della difesa per tutti i gradi di giudizio e può anche costituirsi parte civile al suo fianco. Una norma che riflette la crescente attenzione al fenomeno della violenza contro gli operatori sanitari, diventato emergenza nazionale.
In sintesi, il nuovo quadro regolamentare dell'Azienda dei Colli tutela meglio i dipendenti vittime di violenza esterna, ma restringe in modo significativo la copertura nei procedimenti penali per fatti commessi nell'esercizio delle funzioni, proprio il perimetro in cui si muove l'inchiesta sul caso Caliendo.