"Se 64 anni fa avessi potuto fare il vaccino antipolio, questa foto sarebbe stata diversa. Riflettete, novax". E il dito che indica la gamba destra, atrofica e completamente paralizzata. Conseguenza della poliomielite, contratta quando aveva appena due anni, nel 1957, e per la quale all'epoca non aveva potuto fare il vaccino. Poche parole, a corredo di una fotografia scattata mentre si sta facendo iniettare il vaccino anti Covid-19. A pubblicarla è Michele Mazzella, medico di Procida, che così ha voluto invitare alla riflessione i tanti che oggi si mostrano scettici (o addirittura contrari) nei confronti del vaccino (e di tutti i vaccini, in molti casi).

Il medico procidano, 65 anni, è specializzato in odontoiatria e ha uno studio sull'isola del Golfo di Napoli; suo figlio, Andrea, anche lui medico, lavora alla London School of Hygiene and Tropical Medicine e si sta occupando della terza fase della sperimentazione. Mazzella è stato vaccinato nell'ospedale di Lacco Ameno, nella vicina Ischia, e ha pubblicato la fotografia sul suo profilo Facebook la mattina del 16 gennaio. L'obiettivo della foto è chiaro: per tutta la vita Mazzella ha dovuto fare i conti con l'invalidità causata dalla poliomielite, è costretto a muoversi con un tutore perché la malattia gli ha paralizzato la gamba. Se però avesse potuto fare il vaccino (l'antipolio è arrivato in Italia alla fine del 1957, diversi mesi dopo), ora "questa foto sarebbe stata diversa", la sua gamba si sarebbe salvata.

Lo scatto è diventato subito virale sul social: al momento 1.385 like, un paio di centinaia di commenti ma soprattutto quasi 1.200 condivisioni. Una enormità, per un profilo che non appartiene a un influencer e nemmeno a una persona particolarmente attiva sui social e che conta soltanto 68 follower. Senza contare le tantissime pagine che hanno ricaricato e condiviso la fotografia, tra cui quella del Partito Democratico, che commenta con "Nulla da aggiungere".