Il chirurgo che ha operato Domenico al Monaldi: “Ho fatto tutto quello che dovevo fare, anche bene”

Non si spengono i riflettori sulla morte del piccolo Domenico Caliendo, il bimbo di 2 anni e mezzo morto all'ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore fallito. Della vicenda, per la quale le indagini sono ancora in corso, si occuperà, nella puntata che andrà in onda su Rai Tre questa sera, lunedì 2 marzo, anche la trasmissione "Lo stato delle cose", condotta da Massimo Giletti. Come apprende Fanpage.it, infatti, una troupe del programma ha raggiunto Guido Oppido, primario dell'Unità di Cardiochirurgia pediatrica e trapianti e cardiopatie congenite del Monaldi, ovvero il chirurgo che ha eseguito il trapianto di cuore sul piccolo Domenico nel nosocomio napoletano e che rientra tra i sette medici indagati per la morte del bambino.
Alle telecamere de "Lo stato delle cose", visibilmente provato, il chirurgo ha affermato: "Ho fatto tutto quello che dovevo fare, e anche bene" e poi ha aggiunto "Non merito di essere trattato così". Davanti alle telecamere, il dottor Oppido ha poi affermato: "Ho buttato 11 anni della mia vita per operare i bambini qui in Campania. Tremila ne ho operati, tremila". Alla domanda del giornalista, poi, su cosa sia successo in sala operatoria e, nello specifico, se davvero abbia ricevuto l'ok sull'integrità del cuore arrivato da Bolzano, motivo per il quale il chirurgo ha espiantato l'organo al bambino prima di assicurarsi di quali fossero le condizioni di quello nuovo, Oppido ha dichiarato: "Di tutte queste belle cose ne parleremo con i giudici".
Intanto, nella giornata di domani, martedì 3 marzo, si terrà l'incidente probatorio sul caso e, successivamente, l'autopsia sul corpo del piccolo Domenico Caliendo. Poi, nei prossimi giorni, probabilmente già mercoledì, la famiglia potrà procedere con i funerali del bambino, che dovrebbero tenersi nella cattedrale di Nola, in provincia di Napoli.