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Bambino morto dopo il trapianto del cuore danneggiato

Domani l’autopsia sul corpo del piccolo Domenico, morto dopo il trapianto al Monaldi. Poi i funerali a Nola

Domani autopsia e incidente probatorio sul caso Domenico Caliendo. La famiglia continua a chiedere verifiche su intervento, tempi operatori e possibili cure alternative.
A cura di Redazione Napoli
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Patrizia Mercolino, madre del piccolo Domenico, e gli avvocati che la assistono
Patrizia Mercolino, madre del piccolo Domenico, e gli avvocati che la assistono
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È fissato per domani, martedì 3 marzo l'incidente probatorio sul caso di Domenico Caliendo, il bambino di due anni morto all’ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore non riuscito. Nella stessa giornata verrà eseguita anche l'autopsia sul corpo del piccolo, passaggio ritenuto decisivo nell’ambito dell’inchiesta della Procura partenopea, che vede 7 medici indagati. A renderlo noto è l’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia, spiegando che l’obiettivo resta quello di ottenere il dissequestro della salma, anche se al momento non vi è certezza sulla data dei funerali. «Non è detto che si svolgano mercoledì 4, bisognerà attendere gli esiti degli accertamenti di domani». Alle esequie del bimbo  che si terranno nella cattedrale di Nola (Napoli) potrebbe prendere parte anche la premier Giorgia Meloni che si è tenuta in contatto per tutto il tempo con la mamma di Domenico, Patrizia Mercolino. «Potrebbe farlo, compatibilmente con gli impegni istituzionali», ha spiegato il legale.

L’incidente probatorio dovrà chiarire diversi aspetti clinici e procedurali legati alle fasi del trapianto. Secondo la difesa dei genitori, l’esame tecnico potrebbe stabilire se esistesse un'alternativa terapeutica che avrebbe consentito di mantenere il bambino in condizioni tali da renderlo trapiantabile quando si sarebbe reso disponibile un secondo organo compatibile. Tra i punti su cui i consulenti intendono fare luce figurano anche l’eventuale lesione al ventricolo sinistro, l'esatto orario del clampaggio aortico e la sequenza delle operazioni in sala operatoria, in particolare se l'aorta sia stata clampata (chiusa con una pinza) prima dell'arrivo del contenitore con il cuore proveniente da Bolzano. La famiglia chiede inoltre chiarimenti sulla cartella anestesiologica, che, secondo il legale, non sarebbe stata ancora trasmessa.

In vista dell'accertamento tecnico irripetibile è stato completato anche il collegio dei consulenti della famiglia Caliendo. Dopo le nomine del medico legale Luca Scognamiglio, della consulente anestesiologica D'Amico e dell’anatomo-patologo Iacobelli, è stato conferito l'incarico al cardiochirurgo Gianni Davide Angelini, professore emerito alla University of Bristol e fondatore del Bristol Heart Institute.  «Chiederò al pm Tittaferrante con forza la nomina di un proprio consulente di parte per non lasciarci da soli in questo incidente probatorio» spiega il legale. La famiglia intende anche chiedere conferma della ricezione della cartella anestesiologica che non risulta tra i documenti forniti dall'ospedale Monaldi.

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