Vincenzo De Luca e Luigi De Magistris sono oggi centrali nel racconto della pandemia italiana per tre motivi: il primo è che la Campania, Napoli e la sua provincia in particolare, sono nella fase più nera dei contagi Covid con evidenti sofferenze nel sistema ospedaliero regionale (le code di autoambulanze davanti ai pronto soccorso, i morti nei reparti-lazzaretto, l'ossigeno terapeutico che scarseggia e così via).

Il secondo motivo è che De Luca e De Magistris sanno usare molto bene il mezzo televisivo. Entrambi sono abituati da decenni a sfruttare la telecamera: De Luca è uno showman dai tempi dei monologhi del "frullino" sull'emittente locale Lira Tv di Salerno, De Magistris è nato politicamente grazie alle partecipazioni settimanali ai programmi di Michele Santoro quando era giudice e poi eurodeputato con simpatie grilline.

Il terzo motivo è che De Luca e De Magistris fanno audience. Semplicemente: catalizzano l'attenzione del pubblico generalista.  Il sindaco di Napoli piace tanto alle tv private, infatti è spesso su La7 e su Mediaset. Don Vincenzo invece ha la passione (ricambiata) per Fazio  e per il "Porta a Porta" di Bruno Vespa su Rai1. Entrambi rifiutano confronti con i giornalisti campani per evitare domande troppo ‘sul pezzo' su numeri e fatti specifici (dove evidentemente vanno in difficoltà).

De Luca ha chiesto al suo staff di contare le uscite pubbliche sui media di Dema: «C'è stato un amministratore che a Napoli è stato 102 volte in televisione da settembre. Nove ore in onda per parlare male di Napoli e della Campania» ha detto ieri il presidente della Regione Campania da Fabio Fazio a "Che tempo che fa", riferendosi alle innumerevoli partecipazioni sui media del sindaco, ormai suo nemico giurato.

Ieri abbiamo avuto uno scontro in prima serata: Dema su La7 a Non è l'Arena con Massimo Giletti e De Luca in collegamento con  Fazio su Rai3. Il talk di Giletti per come è strutturato non è facilissimo da segmentare: ieri ha conquistato 1.504.000 spettatori, share del 5.3%.

Sappiamo invece che  Che tempo che fa su Rai3  (3.289.000 spettatori, pari all’ 11.8% di share) nei circa quindici minuti precisi in cui c'è stato De Luca ha visto lo share passare dall'11,04 al 14,50 e gli spettatori da 3.199.085 a 4.179.303.

È ancora più chiaro se lo spieghiamo così: un minuto dopo il "grazie De Luca, arrivederci" di Fazio gli spettatori diventano 3.725.375 e lo share 12,95. Vuol dire che 500mila persone hanno cambiato canale appena ha finito di parlare De Luca.

De Magistris "frutta", notizie e lanci d'agenzia: è molto bravo a "dare un titolo" che rilanci quanto detto in trasmissione.

De Luca  invece tiene incollata la gente allo schermo con i suoi toni alti, da reality show: gli spettatori attendono notizie sul lockdown in Campania e sulle scuole (tanto per dirne due) e si aspettano attacchi a chiunque e battute d'ogni tipo.

Insomma, quando si parla di attenzione (o peggio ancora, di sciacallaggio) mediatica sulla Campania è da loro due che occorre partire. Sono loro che alimentano la fornace dei media, la tv in primis e poi il web. Non abbiamo parlato dei social network: quelli sono un'altra storia.