Come ogni venerdì dall'inizio della pandemia di Coronavirus, anche oggi il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ha tenuto la sua consueta diretta per fare il punto sull'andamento dei contagi e sulla situazione. Parte subito all'attacco, il governatore campano, in riferimento alle critiche che sono state mosse su presunti litigi tra le istituzioni campane. Il riferimento, dura, è al sindaco di Napoli Luigi De Magistris, anche se non viene mai menzionato direttamente. "Ci tengo a precisare – ha esordito De Luca – che qui in Campania non litiga nessuno. C'è sola una persona, a Napoli, che litiga da solo, per mascherare il fatto che, in un anno, non ha mosso un dito per contrastare l'emergenza derivata dal Coronavirus. Quindi, in Campania, non litiga nessuno, fatta eccezione per quell'unica persona".

De Luca anche contro il Governo

Dopo l'attacco al sindaco di Napoli, De Luca si è scagliato anche contro il Governo. Il presidente campano ha parlato dell'ispezione del Ministero della Salute negli ospedali di Napoli che ha determinato l'inserimento della Campania nella zona rossa. "Ancora ad oggi noi non abbiamo ancora visto i risultati di quella ispezione. Noi abbiamo fatto un triplo miracolo. Abbiamo portato fuori dal commissariamento sanità la Campania in un anno e mezzo, poi nella prima epidemia abbiamo salvato la Campania e abbiamo il minor livello di deceduti in Italia di Covid. Ora stiamo salvando di nuovo la Campania".  Oggi nel sistema ospedaliero regionale, dice il governatore, abbiamo 194 ricoverati in intensiva oggi, mentre in Lombardia 915, in Veneto 279.

De Luca definisce "atto di sciacallaggio" anche l'offerta di un ospedale da campo dell'Esercito in Campania, proposto durante la conferenza Stato-Regioni e sdegnosamente rifiutato da Palazzo Santa Lucia. La vicenda dell'ospedale dell'Esercito è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso nei rapporti fra De Luca e il ministro agli Affari Regionali Francesco Boccia. 

"Non è possibile avere collaborazione quando hai un consulente del ministro della Salute (il rifermento è  a Walter Ricciardi, ndr.) che dice il contrario di quello che fa il ministro della Salute. Delle due l'una: o se ne va uno o se ne va l'altro. Non è accettabile questo pressappochismo".