La Campania zona arancione Covid: è la speranza che molti hanno, mentre fanno i progetti per Natale, per capire almeno come orientarsi in uno dei mesi di dicembre più strani che la memoria ricordi. Giovedì 3 dicembre è il giorno cruciale: scade la zona rossa in Campania e il ministero della Salute, sulla base dei dati in suo possesso circa i contagi e l'occupazione dei posti letto di degenza ordinaria e terapia intensiva dovrà stabilire se riclassificare la regione in un nuovo ambito di rischio. Lo ricordiamo, il Dpcm di inizio novembre ha diviso l'Italia in 3 colori, a seconda dei problemi connessi al Covid, corrispondenti a norme progressivamente più stringenti (coprifuoco, divieto di spostamento in città, tra comuni della stessa provincia, tra province della stessa regione). Ad oggi la Campania è al massimo livello di rischio per Coronavirus.

Per capire cosa accadrà domani e se la Campania sarà riclassificata zona arancione o zona gialla occorre porsi una domanda: qual è l'andamento dei contagi Covid attualmente e come incidono sul sistema ospedaliero regionale?  Nelle ultime 24 ore la Campania, insieme a Lombardia e Veneto e Campania è la regione che registra maggiore aumento di casi Covid. Il tasso di positivi (ovvero il rapporto fra tamponi effettuati e infetti riscontrati) è del 9,3: è sceso significativamente e oggi è inferiore alla media nazionale del 10% (è sceso anche il numero di tamponi effettuati in questi giorni).

È sceso anche il numero di soggetti ospedalizzati, ovvero di ricoveri causa Sars-CoV2; il numero dei posti letto occupati in terapia intensiva di oggi è 173 su 656 disponibili; idem le degenze oggi sono 2.064 (meno 35 rispetto a ieri) su 3.160 posti disponibili tra strutture pubbliche e sanità privata. La quantità di posti è destinata a migliorare: a Napoli domani dovrebbe aprire il nuovo Covid hospital San Giovanni Bosco, dedicato ai pazienti colpiti dal Coronavirus ma che hanno anche altre patologie di rilievo (Ortopedia, Chirurgia Generale, vascolare e neurochirurgica, Cardiologia, con terapia intensiva coronarica, e terapia intensiva).

La questione è capire se tutto ciò basti per allentare le briglie sotto Natale e Capodanno e non ritrovarci a gennaio con una nuova drammatica ondata di contagi cui si sommerebbero i malanni di stagione (influenza su soggetti deboli in primis). A sperare nella zona arancione o nella zona gialla sono soprattutto coloro che vivono di commercio e ristorazione che auspicano una ripresa degli affari nel periodo natalizio.

I dati dell'osservatorio indipendente Gimbe per quel che concerne la Campania riferiscono – nella settimana tra 18 e 24 novembre – 3 indicatori su 4 in peggioramento. Si tratta dei casi positivi per 100mila abitanti, dei casi testati per 100mila abitanti, del rapporto positivi/casi testati, dei posti letto in area medica e dei posti letto in terapia intensiva occupati da pazienti Covid-19. Stando così le cose, la Campania resterebbe zona rossa a Natale.

Tuttavia i dati aggiornati al 2 dicembre potrebbero indicare un miglioramento tale da assicurare alla Campania almeno la zona di medio rischio, quella arancione.

Non dimentichiamo che in questi mesi di picco è stato pagato un tributo altissimo in termini di decessi: oggi bollettino dell'Unità di crisi ne segnala 43, di cui 22 decedute nelle ultime 48 ore e 21 decedute in precedenza ma registrate ieri. Abbiamo superato mille morti a novembre.

Zona rossa, arancione o gialla che sia, già oggi riferendo in Parlamento il ministro della Salute Roberto Speranza ha spiegato:

Per le festività natalizie le limitazioni previste dovranno essere rafforzate anche in un quadro europeo. Appare necessario limitare il più possibile i contatti non necessari, vanno disincentivati spostamenti internazionali, tra le regioni in presenza di zone rosse e arancioni, il 25-26 dicembre e il 1° gennaio è necessario limitare anche gli spostamenti nei comuni.

E in tal senso oggi il prefetto di Napoli Marco Valentini ha riunito il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza, che ha deciso un nuovo assetto dei dispositivi di vigilanza sul territorio. Obiettivo: aumentare i controlli delle autocertificazioni presso porti, aeroporti, stazioni ferroviarie e autostrade. Saranno impiegati "strumenti tecnologici" per prevenire assembramenti, soprattutto nei luoghi cittadini maggiormente frequentati (droni e ricognizioni in elicottero); l'incremento dei controlli di prossimità con pattuglie a piedi nei centri storici delle città. Il Comitato si rivolge infine ai sindaci dei comuni dell'area metropolitana perché, si legge in una nota «valutino la disciplina del traffico pedonale nelle aree di maggiore affluenza, e assicurino adeguati controlli attraverso le polizie locali al rispetto delle misure e dei distanziamenti previsti negli esercizi e nei centri commerciali». Dal 15 novembre ad oggi, sono state controllate 78.470 persone con 2.209 tra sanzioni e denunce. Nel settore commerciale, i controlli hanno riguardato 6.110 attività, con la sospensione/chiusura di 32 e la sanzione e/o denuncia di 103 titolari.

Alla Regione Campania, intanto, Vincenzo De Luca è in condizioni di "vigile battesa". Dopo aver demolito e bocciato a più riprese e pubblicamente non solo la suddivisione in zone prevista dal Dpcm (che sarà confermata) e l'applicazione per la sua regione dei criteri di massima gravità (la zona rossa definita «una pagliacciata»), è possibile che domani, dopo la notizia della nuova classificazione continui a sparare a palle incatenate contro Palazzo Chigi.