Corruzione, il consigliere regionale Zannini oggi in Procura ma non risponde ai pm

Si è avvalso della facoltà di non rispondere Giovanni Zannini, consigliere regionale in quota Forza Italia, indagato per corruzione; il politico si è recato oggi in Procura, a Santa Maria Capua Vetere (Caserta), a seguito dell'invito a comparire notificato dai pm Giacomo Urbano e Anna Ida Capone; accompagnato dal suo avvocato, Angelo Raucci, ha deciso di non rispondere ai magistrati. Nella stessa inchiesta risulta indagato Biagio Esposito, ex consigliere comunale ed ex assessore di Caserta, che il 29 gennaio scorso non si è presentato in Procura.
L'accusa: assunzione in cambio di voti
Secondo l'ipotesi accusatoria, Zannini avrebbe promesso a Esposito l'assunzione del nipote in cambio di voti; l'invito a comparire riguarda un episodio avvenuto prima delle elezioni regionali in Campania (alle quali Zannini è stato eletto tra le fila di Forza Italia, partito in cui era confluito dopo avere lasciato "De Luca Presidente", il gruppo con cui era stato eletto precedentemente al Consiglio Regionale).
Per gli inquirenti, in cambio della promessa di voto, Esposito avrebbe ottenuto rassicurazioni circa l'assunzione del nipote in aziende partecipate da enti locali sulle quali Zannini avrebbe potuto incidere.
La richiesta di arresto per un'altra inchiesta
Si tratta della terza inchiesta che vede coinvolto Zannini, tutte condotte dagli inquirenti sammaritani. Lo scorso mercoledì 4 febbraio, nell'ambito di una diverse inchiesta, sempre per corruzione, Zannini ha presentato una memoria difensiva in occasione dell'interrogatorio preventivo davanti al gip Daniela Vecchiarelli, a seguito della richiesta di arresto in carcere degli inquirenti.