Chiedevano mazzette ai commercianti per ritirare i rifiuti: sei indagati a Bacoli

Estorcevano denaro, sotto forma di mazzette, ai commercianti della zona per raccogliere i rifiuti: ci sono sei indagati a Bacoli, cittadina della provincia di Napoli, tra cui due dipendenti della "Flegrea lavoro Spa", azienda partecipata del Comune che si occupa dello smaltimento dei rifiuti in città. Le indagini, condotte dalla Tenenza di Baia della Guardia di Finanza, coordinata dai sostituti della Sezione Reati contro la PA della Procura di Napoli Valeria Sico e Stefania Di Dona, hanno portato il gip Linda Comello ad emanare sei provvedimenti cautelari, di cui due agli arresti domiciliari, una misura interdittiva dall'esercizio dell'impresa per sei mesi e tre divieti di soggiorno nella Regione Campania, notificati questa mattina dai militari delle Fiamme Gialle del Gruppo Giugliano.
I sei soggetti, come è risultato dalle indagini, avevano messo in piedi un vero e proprio sistema di corruzione: i dipendenti della "Flegrea lavoro Spa" coinvolti nell'inchiesta gestivano la raccolta dei rifiuti per proprio tornaconto personale, chiedendo mazzette ai commercianti affinché procedessero al ritiro dell'immondizia, oppure utilizzavano i mezzi di servizio dell'azienda per scopi personali, al fine di trarne vantaggi economici. Secondo quanto rivelato dai finanzieri nel corso delle indagini, alcuni commercianti della zona avrebbero chiesto aiuto ai due dipendenti dell'azienda indagati per smaltire i propri rifiuti: i due, grazie anche alla complicità di dipendenti dell'impianto di tritovagliatura dei rifiuti di Giugliano, avrebbero chiesto ai commercianti delle somme di denaro allo scopo di accelerare il processo di smaltimento. Infine, i due dipendenti avrebbero fatto pagare all'azienda servizi di riparazioni dei mezzi utilizzati per la raccolta rifiuti in realtà mai avvenuti.
