L'elevata mole di lavoro riguardante l'analisi dei tamponi e l'invio dei risultati ha già rischiato più volte di mandare in tilt interi sistemi regionali e nazionali. Non è il primo caso di tamponi scomparsi quello registrato a Battipaglia, in provincia di Salerno, dove alcune madri di bambini in età scolare lamentano l'impossibilità di conoscere lo stato di salute dei figli, ormai in quarantena da diversi giorni. Circa 10 giorni fa era partito il sistema di tracciamento dopo la rilevazione di una positività nel corpo docenti della Scuola Elementare Calamandrei. I bambini di due classi sono stati messi in quarantena e subito sono iniziate le procedure per l'effettuazione dei tamponi. I fatti sono ovviamente iniziati prima che la Regione Campania disponesse la chiusura delle scuole.

I genitori si sono messi in  isolamento fiduciario come da prassi e hanno risposto immediatamente all'appello del personale sanitario: il 21 ottobre del 2020 sono stati chiamati a sottoporre i figli a tampone presso la sede Usca di Campigliano. "Ci hanno detto che per ottenere i risultati avremmo dovuto mandare un'email all'indirizzo della struttura il sabato seguente – spiega Veronica, una delle madri attualmente in attesa dei risultati -. Nel frattempo i casi di positività tra le maestre sono aumentate e l'allarme è scattato quando una bambina, che ha effettuato privatamente il tampone, ha saputo di essere stata contagiata". Subito dopo, i genitori iniziano a mandare le proprie email per conoscere l'esito. Di 23 richieste, però, soltanto 5 sono state esaudite, con la conseguente registrazione di altre positività al Covid-19.

"Ai genitori interessati è stato inviato un sms con un link che avrebbe ricondotto al sito – spiega a Fanpage.it questa madre – e inserendo il codice del bambino, si poteva avere accesso al risultato. Per altri 18 bambini però è iniziata un'ulteriore attesa. Abbiamo iniziato a contattare nel pomeriggio di ieri le strutture interessate per capire cosa stava accadendo visto che siamo tutti in quarantena da un po'". E a questo punto, secondo quanto dichiarano i genitori, è iniziato il palleggio tra Usca e il centro Ceinge di Napoli. "Ci hanno detto che i tamponi erano stati mandati a Napoli per essere analizzati mentre il Ceinge ci ha chiesto di aspettare comunicazioni da Campigliano. Nel frattempo l'agitazione cresceva e dopo diverse telefonate, siamo arrivati alla dottoressa Annamaria Nobile che si è mostrata disponibile nel fare chiarezza sulla situazione".

Dalle ulteriori indagini attivate dalla Nobile, responsabile dell'Asl di Salerno e referente dell'Area tra Eboli e Battipaglia, è risultato che i tamponi siano introvabili. "Ci ha detto che i nostri referti risultano scomparsi – racconta ancora Veronica – e che quindi probabilmente neanche dei tamponi si ha più traccia. La rabbia di noi genitori non è assolutamente rivolta contro la dottoressa o contro altre strutture sanitarie sicuramente in difficoltà. Quello che non capiamo è come una questione tanto delicata possa essere trattata in questo modo confusionario mettendo a rischio la salute di terzi e soprattutto quella di intere famiglie attualmente in isolamento".

Un secondo tampone

Questa mattina è arrivata una nuova comunicazione: i genitori sono stati chiamati a portare i propri figli ad effettuare un secondo tampone. La soluzione, probabilmente, serve a rimediare ai risultati non pervenuti. "Ci è stato detto che i tamponi che stiamo cercando erano ancora da analizzare e che oggi avremo avuto nuovi risultati che però non ci sono stati ancora mandati. Quello che ci interessa è il risultato, ovviamente, ma continuano le perplessità sulla gestione delle analisi" conclude Veronica. Interpellata, l'Asl Salerno non rilascia dichiarazioni. Resta solo un comunicato stampa in difesa dell'operato dell'Asl da parte del sindaco di Battipaglia Cecilia Francese e la promessa di risultati da inviare in giornata.