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A Casalnuovo gli imprenditori dovevano pagare il clan per lavorare: 6 arresti

Il clan Rea-Veneruso pretendeva il pizzo affinché gli imprenditori di Casalnuovo, cittadina dell’hinterland Nord di Napoli, potessero proseguire nelle loro attività lavorative.
A cura di Valerio Papadia
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Immagine di repertorio
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Nella mattinata odierna, giovedì 22 gennaio, a Casalnuovo, nella provincia di Napoli, i carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Torre Annunziata, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, hanno arrestato sei persone, indagate, a vario titolo, di estorsione aggravata dal metodo mafioso e dalla finalità di agevolare l'attività del clan Rea-Veneruso, operante a Casalnuovo e nelle cittadine limitrofe.

Gli imprenditori minacciati per costringerli a pagare il pizzo

Nella fattispecie, l'attività investigativa dei militari dell'Arma, coordinata dai magistrati dell'antimafia partenopea, ha permesso di accertare che gli indagati, tramite ripetute minacce, avrebbero costretto vari imprenditori di Casalnuovo a versare indebitamente delle cospicue somme di denaro affinché potessero continuare a svolgere la propria attività professionale.

Blitz anticamorra nel Casertano: 17 arresti

Questa mattina è andata in scena anche un altro blitz anticamorra: nel Casertano, gli agenti della Polizia di Stato hanno arrestato 17 persone che, secondo gli inquirenti, avevano preso il controllo del Rione Iacp di Santa Maria Capua Vetere; le accuse, per i 17 indagati, sono quelle di associazione armata finalizzata al traffico di stupefacenti, estorsione, omicidio, tentato omicidio, favoreggiamento personale, detenzione e porto abusivo di armi, uso di dispositivi telefonici in istituti penitenziari, acquisto, detenzione, raffinazione, vendita e trasporto di sostanze stupefacenti, con l'aggravante mafiosa.

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