Un testimone contro Carmelo Cinturrino: “Ci picchiava e ci portava via 4mila euro al giorno, tra droga e soldi”

"Cinturrino ci portava via anche quattromila euro al giorno tra droga e soldi": a dirlo è una delle persone che è stata ascoltata dagli investigatori nell'ambito delle indagini sull'omicidio di Abderrahim Mansouri, il 28enne ucciso il 26 gennaio scorso a Rogoredo, quartiere di Milano, dall'agente Carmelo Cinturrino. Lo ha ammazzato con un colpo di pistola alla testa. L'uomo che ha pronunciato la frase è tra i sei testi, che verranno riascoltati in incidente probatorio il prossimo 10 aprile. Agli inquirenti aveva spiegato come l'ex assistente capo del commissariato Mecenate sfruttasse il business dei pusher presenti nel bosco di Rogoredo. Ha addirittura sostenuto come nell'area "comandasse lui".
Un mese prima dell'omicidio, sarebbe entrato di notte nel bosco con altri quattro colleghi e avrebbe "sparato un colpo in aria". A Capodanno, addirittura, proprio il 28enne Mansouri avrebbe detto a un frequentatore del bosco di riferire a Luca – il soprannome dell'agente – che "gli avremmo dato duecento euro e cinque grammi di cocaina al giorno". Sembrerebbe che, in quel momento, Cinturrino sarebbe stato d'accordo ma il giorno dopo quando gli è stato dato quanto lasciato, avrebbe riferito a chi gli aveva portato i soldi, che avrebbe anche schiaffeggiato "che lì comandava lui e che voleva di più". A quel punto, i pusher avrebbero deciso "di non spacciare più di giorno, ma solo di notte perché di notte Luca non entrava. Di giorno, abbiamo fermato lo spaccio anche per venti giorni".
Nel frattempo ieri è stato rinviato l'incidente probatorio al 10 aprile. Il giudice per le indagini preliminari ha accolto un'eccezione dei legali di Cinturrino, Marco Bianucci e Davide Giuseppe Giugno, secondo cui non erano stati depositati tutti gli atti delle testimonianze raccolte durante le indagini e hanno presentato inoltre un'istanza in cui chiedono di poter effettuare una consulenza e perizia psichiatrica per verificare se "siano affetti da intossicazione cronica da sostanze stupefacenti" e se "siano affetti da altre patologie psichiatriche che possano incidere sulla loro capacità di rievocazione mnemonica, di comprensione delle domande e di verbalizzazione coerente".