Uccide un 20enne a Crema, resta in carcere il 17enne. L’avvocato: “Atto scellerato, ha chiesto perdono”

Ha pianto durante l'interrogatorio e chiesto perdono ai suoi genitori e ai familiari della vittima, il 17enne arrestato il 7 aprile con l'accusa di aver ucciso il 20enne Hamza Salama a sprangate e coltellate a Crema (in provincia di Cremona) la sera di Pasquetta. Il ragazzo, detenuto presso il carcere minorile Beccaria di Milano per omicidio volontario e rapina, ha risposto alle domande del giudice per le indagini preliminari del Tribunale per i Minorenni di Brescia, ricostruendo quanto accaduto quella sera, dalla lite al parco Margherita Hack all'aggressione in via Brescia. Non è stato ancora individuato, però, il movente. Il gip ha deciso di convalidare l'arresto e di disporre la custodia cautelare in carcere.
Al termine del colloquio di questa mattina, giovedì 9 aprile, il difensore del 17enne, Vincenzo Giorgio Cotroneo, ha sottolineato come il giovane sia "disperato e incapace di capacitarsi di quanto accaduto". L'avvocato, che non ha chiesto misure alternative per il suo assistito, ha rimarcato la necessità di individuare un percorso di recupero: "È stato un atto scellerato che il mio assistito non si spiega", ha dichiarato, "ora bisognerà lavorare insieme agli educatori perché venga predisposto un programma di recupero per questo ragazzo così giovane".
Il 17enne, di origine marocchina, e il 20enne Salama, egiziano, vivevano entrambi nelle palazzine popolari di via Vittorio Veneto di Crema e, come affermato dall'avvocato Cotroneo, "avevano rapporti amicali che poi però si sono incrinati". Intorno alle 21:30 di lunedì 6 aprile c'è stato un primo incontro al parco Margherita Hack dove, dopo una discussione, si erano affrontati a calci e pugni. Con loro ci sarebbero stati altri due ragazzi, armati di mazze da baseball. Un'ora più tardi, Salama era stato raggiunto dal 17enne in via Brescia ed è stato colpito prima a sprangate e poi finito a coltellate.
Gli investigatori sono risaliti al 17enne grazie alle telecamere di sorveglianza e alle testimonianze. Lo hanno rintracciato il mattino seguente a Sergnano, a casa del fratello. Arrestato per omicidio, è accusato anche di rapina, in quanto avrebbe spintonato un ciclista di passaggio per rubargli la bicicletta che ha usato per scappare. Continuano gli accertamenti per accertare il movente dell'omicidio.