Turista morta contro un’elica nel lago di Como, il sorpasso e la velocità della barca: cosa sappiamo

È morta dopo lo scontro tra la barca su cui viaggiava e un'altra imbarcazione di passaggio tra le acque sul lago di Como: fatale è stato l'impatto con l'elica del natante, che l'ha ferita gravemente e portata in arresto cardiaco. Si chiamava Julina De Lannoy, 33 anni, la turista olandese centrata dalla chiglia di un taxi boat, sbalzata in acqua e deceduta poco dopo li ricovero al Sant’Anna di Como sabato 12 luglio, all'altezza di Villa Geno.
Sul luogo dell'incidente, sono arrivati anche gli agenti della Questura, la guardia di Finanza, la guardia costiera, gli agenti della polizia locale e i vigili del fuoco. Al momento, le forze dell'ordine stanno svolgendo tutti i rilievi necessari per ricostruire l'esatta dinamica della vicenda e accertare eventuali responsabilità. Lo skipper, rimasto lievemente ferito e ricoverato in osservazione dopo essere stato sottoposto all’alcol test, è stato iscritto nel registro degli indagati per omicidio colposo. La prossima mossa degli inquirenti sarà probabilmente quella di svolgere un’indagine tecnica attraverso consulenze cinematiche e testimonianze, a partire da quelle delle sei amiche presenti sulla barca e del turista tedesco che l’ha tirata fuori dall’acqua intervenendo per primo in suo soccorso da un’altra imbarcazione.
C'è intanto un’ipotesi alla quale sta lavorando la Guardia di finanza, cui la Procura ha delegato le indagini, e che ieri mattina ha eseguito un lungo sopralluogo sulle due imbarcazioni coinvolte, il motoscafo Cranchi della ditta di noleggio “Il Medeghino” e la barca a noleggio sulla quale si trovavano le sette turiste olandesi (tra cui Julina De Lannoy), ambedue sotto sequestro: potrebbe esserci un tentativo di superare un’imbarcazione che in parte occludeva la visuale e, forse, una velocità eccessiva di crociera dietro all’incidente che sabato pomeriggio è costato la vita alla giovane turista olandese.