Teresina Di SIlvio, invalida in una casa popolare senza ascensore: “Mio figlio mi sposta i piedi per le scale”

Imprigionata in casa. Sì perché ogni giorno, piede dopo piede, sono ben 62 gli scalini da affrontare in salita e in discesa per la signora Teresina Di Silvio, invalida, che abita al terzo piano di un alloggio popolare senza ascensore. E di conseguenza oggi, per lei, è diventato praticamente impossibile uscire di casa. "Abito qui da decenni, ma ormai sono murata viva. Ho un problema alle gambe e mi muovo con il girello, non riesco a fare le scale", è la testimonianza dell'86enne, che abita con il figlio Ettore in un appartamento dei condomini popolari Aler di viale Mar Jonio a Milano (San Siro/Segesta). "Se non c'è mio figlio, io non posso uscire".
Sì perché è proprio Ettore che, pazientemente, assiste la madre quando esce e entra da casa, spostandole uno per volta i piedi sulle scale e permettendole gli spostamenti necessari. "Per casa mi muovo con il girello. Se devo uscire, mio figlio mi sposta i piedi per tutti e tre i piani, in totale 62 gradini. Sono tanti, troppi. Non ce la faccio più", si sfoga la donna con Fanpage.it. "Devo anche chiamare i dottori chiedendo se fanno visite a casa. Ma non tutti, ovviamente, si dicono disponibili. E agli appuntamenti medici devo comunque andare per forza di persona, ci vogliono mesi per prenotarli. Le amiche che ho qui nel palazzo? Loro escono, si vedono fuori. Io sono chiusa qui dentro".

Per questo madre e figlio, da anni, stanno tentando di chiedere all'ente proprietario Aler, l'Azienda Lombarda per l'Edilizia Residenziale che fa capo a Regione Lombardia, di convertire l'alloggio. "C'è un appartamento libero al piano terra. Così nel 2019 abbiamo fatto la domanda all'Aler per un cambio, che però ha inizialmente rifiutato", racconta il figlio Ettore Patitucci che, nel maggio del 2025, ha ripresentato la richiesta per trovarsi davanti addirittura una possibile decadenza del contratto d'affitto. "Aler, però, dopo pochi giorni ha ammesso che avevamo in ogni caso diritto alla casa, vista la disabilità di mia mamma".
Nel settembre del 2025, Aler ritiene quindi finalmente ammissibile la domanda di cambio alloggio. Ma nulla è accaduto, nonostante i sei anni di richieste. "Da un lato ci sono migliaia di cittadini in lista d’attesa che attendono di vedere riconosciuto il loro diritto all’assegnazione di un alloggio. Dall’altro assistiamo quotidianamente al calvario di chi vive all’interno di questi stabili", ha commentato intanto il capogruppo M5s in Lombardia Nicola Di Marco, che all'inizio del proprio mandato ha aperto lo sportello dedicato agli inquilini dei palazzi Aler ALERtiamoci!. "Da anni raccogliamo le segnalazioni più disparate rispetto a disservizi, scarsa manutenzione, occupazioni abusive, carenza di igiene, alla quale si aggiungono spesso anche anziani e fragili o con disabilità che attendono anni la rimozione delle barriere architettoniche che negano loro l’accessibilità agli alloggi".
(Con Chiara Daffini)